SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Daniele è nato il 25 luglio di venticinque anni fa a San Benedetto del Tronto ma da sempre ha vissuto a Grottammare. Una carriera iniziata a 11 anni nella società cestistica di San Benedetto, poi continuata a Castel di Lama e di nuovo a San Benedetto fino ai 18 anni dove già giocava con la prima squadra in C2. Successivamente, ancora Juniores, prova l’esperienza in un campionato di B1 a Rieti, dove il giovanissimo Daniele sfiora la Serie A. Non contento del suo vagabondare l’anno successivo approda a Foligno (C1), successivamente a Soverato (C1), per poi riavvicinarsi a casa con Porto Recanati e Alba Adriatica dove rimane per ben due anni e conquista una promozione in C1.
Una guardia-ala in continuo movimento: quest’anno dove giochi?
Ho appena concluso la stagione in Irlanda nel campionato di A2 con i Longford Falcons e come prima esperienza all’estero posso ritenermi decisamente soddisfatto, dato che ho avuto spazio oltre le mie aspettative. Inoltre non ho avuto grossi problemi con l’inglese e ho trovato gli irlandesi molto gentile e disponibili. Cestisticamente parlando l’A2 irlandese ha un buon livello tecnico anche perché ci sono molti stranieri.
Dove speri di poter giocare la prossima stagione?
Prima di ritornare qui in Italia ho avuto dei contatti con due squadre irlandesi di Serie A1, una di Dublino e una di Belfast, ma non nascondo che mi piacerebbe avere una buona opportunità in Italia. In passato ho avuto delle occasioni che probabilmente non sono riuscito a sfruttare al meglio forse anche per la mia giovane età, ma ora a venticinque anni vivrei tutto in modo diverso, con la testa più sulle spalle e con una dose d’esperienza maggiore rispetto a qualche anno fa.
Perché, pur ancora giovanissimo, hai scelto l’estero?
Pensa che la mia famiglia inizialmente pensava che io scherzassi! Ma mi piace mettermi in gioco e fare esperienze nuove. Ho subito pensato che andare in un altro paese mi avrebbe fatto crescere sia come giocatore sia come uomo, e in più è stata un’occasione per imparare bene la lingua inglese che credo sia fondamentale per vivere nel mondo di oggi, anche se ammetto che la cucina italiana mi è mancata in modo particolare!
Sei quindi soddisfatto di come sta proseguendo la tua carriera?
Sono molto soddisfatto anche perché oramai credo di poter dire che conosco i miei limiti ma anche i miei punti forti. Rimango sempre il Daniele in cerca di esperienze nuove, magari iniziando da qualche campionato estivo. Il mio obiettivo è di fare un passo in avanti. Inizia a essere gratificante vedere che qualcuno del settore conosce il mio nome, mesi fa ho avuto dei contatti con una squadra di A2 italiana ma poi non se n’è fatto più nulla. La soddisfazione più grande è sempre quella che provo facendo qualcosa di buono dentro al campo da gioco, oltre che la stima, la fiducia e l’incoraggiamento da parte di amici, parenti e persone che non ti aspetti.
Chi ti senti di ringraziare in particolar modo per averti aiutato ad arrivare a certi livelli?
Tutti. Ma non voglio dirlo per semplice e banale retorica, voglio sinceramente ringraziare tutti i miei allenatori, tutti i miei compagni di squadra e tutte le società che ho avuto, perché anche le esperienze meno positive mi hanno lasciato qualcosa. Franco Gramensi mi ha allenato a Rieti e per primo mi ha fatto capire che forse con la pallacanestro avrei anche potuto pensare a viverci dato che io fino a quel momento la vedevo unicamente come una grande passione, un gioco del quale non poter fare a meno. Coach Traino di Foligno che mi ha sgridato parecchio!O ancora Marsigliani di Porto Recanati…e tutti veramente tutti gli altri. Voglio ringraziare in particolar modo la società di San Benedetto perché quando ci ho giocato ero molto giovane ma godevo ugualmente della fiducia del coach e questo mi ha sempre fatto molto piacere. La società a cui però mi sento maggiormente legato è quella di Alba Adriatica.
Cosa vedi nel tuo futuro?
Di sicuro vedo ancora tanta pallacanestro, o almeno lo spero! Mi mantengo da solo grazie a questo sport da quando avevo 18 anni e vorrei continuare a farlo per più tempo possibile. Ora sono iscritto all’università nel corso di Management nello sport e poi vorrei anche finire il corso di allenatore per poter allenare il settore giovanile.

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