NAPOLI – È sufficiente un lapillo del Vesuvio a spegnere l’odore di zolfo. Ma quanta sofferenza. Infatti è solo grazie a un episodio giunto due minuti oltre il tempo regolamentare, e per di più molto contestato, che lo squadrone partenopeo riesce a spuntare il forcone degli abruzzesi e allungare la sua scia di fuoco, che dall’arrivo di Reja lo ha visto inanellare ben ventun punti in otto gare. I biancorossi, invece, così inceneriti, si ritrovano a un passo dagli inferi della classifica, dopo un girone di ritorno decisamente deludente.
L’autore della rete che castiga il Teramo è Luigi Consonni, che, appena dentro l’area, raccoglie una sponda di testa di Sosa, su un lancio da centrocampo di Montervino, si coordina e scarica una saetta che si insacca sotto la traversa. Gli ospiti reclamano a lungo perché l’azione ha avuto origine da una palla non restituita dai vesuviani dopo che loro avevano buttato la sfera in fallo laterale per consentire ai sanitari di accudire un loro compagno a terra, come il gol del Milan a Bergamo in coppa Italia nella stagione 1989-’90.
Alcuni si attendevano che la formazione di Zecchini giungesse al San Paolo per provare a esorcizzare una situazione che la vedeva ancora a digiuno di vittorie esterne dopo il giro di boa di metà campionato, ma alle pendici del grande vulcano campano la compagine abruzzese si è arroccata in difesa, con l’obbiettivo evidente di portare a casa un pareggio. Ne è scaturita una gara maschia, dagli alti contenuti agonistici, con un Napoli incapace di escogitare la giusta ‘diavoleria’ per perforare una retroguardia arcigna, attenta nel chiudere ogni varco. Così le emozioni si sono contate con il contagocce. Nella prima frazione gli azzurri esercitano un netto dominio territoriale, predominio risultato, però, sterile, per l’incapacità di trovare spazi. Solo Pià accenna a qualche guizzo, ma senza successo. Nella ripresa Reja prova ad aggredire gli avversari sulle fasce con le incursioni di Capparella a sinistra e Abate a destra, ma i traversoni dei due cursori, sia dal fondo che dalla trequarti, sono preda costante dei difensore biancorossi. Così, sebbene in dieci per l’espulsione di Angeli al 56’ per fallo da ultimo uomo, al 75’ i diavoli riescono anche a incutere paura con un colpo di coda in contropiede che ha portato Chianese ad affacciarsi nell’area di casa, ma il suo diagonale dalla destra è parato a mano aperta da Gianello. Nel finale i partenopei attaccano in forcing, ma i loro affondi sono piuttosto confusionari. E, infatti, il gol in pieno recupero nasce dal classico lancio lungo alla ‘sperindio’.
La striscia positiva dell’era Reja induce qualcuno nella tentazione di tornare a parlare di promozione diretta, ma alla prova dei numeri appare soltanto un peccato di presunzione, soprattutto se considerato che il Rimini ha ancora una gara da recuperare con l’ultima della classe.
Fonte: datasport.it
Il tabellino di Napoli-Teramo:
NAPOLI (3-4-3) Grava, Mora, Montervino, Scarlato, Montesanto (57` Abate), Consonni, Ignoffo, Calaiò (72` Sosa), Capparella (86` Fontana Ga.), Pià. A disposizione Renard, Romito, Accursi, Bonomi. Allenatore Edoardo Reja
TERAMO (4-4-2) Mancini, Panarelli, Angeli, Catinali, Ferri L., Fogacci, Quadrini (57` Del Grosso), Nicodemo, Chianese, Bondi (46` Sturba), Taua. A disposizione: Pierini, Battisti, Beretta, De Grosso, Sturba, Vicenti. Allenatore Luciano Zecchini
RETI: 92` Consonni (N)
ARBITRO: Denis Salati (Trento). Assistenti: Reali e Pedace.
RECUPERO: 2` pt + 4` st
AMMONITI: Ignoffo (N), Panarelli, Nicodemo (T)
ESPULSI: 92` MONTERVINO (N), 56` ANGELI, 92` FERRI L. (T)
SPETTATORI: 36.472 (17.407 paganti + 19.065 abbonati) per un incasso pari a 295.007,06 euro.

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