SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ventisettesima giornata nel girone B. Ti aspetti scossoni in alta classifica, ma sconvolgimenti di rilievo si registrano solo nelle basse sfere. Lassù, chi corre, lo fa a fatica. Napoli e Avellino si impongono sul filo di lana e, sia Teramo che Samb, possono avanzare più di qualche recriminazione. Rimini, Padova, Reggiana e Lanciano vanno ‘in bianco’.
Capita invece che le cosiddette ‘piccole’ – Vis esclusa, oramai destinata alla retrocessione diretta – per una domenica si concedono il lusso di centrare qualche mezza impresa: il Sora sbanca Fermo, il Chieti patta la gara al Biondi e il Cittadella ‘rischia’ di far passare un brutto pomeriggio alla squadra di Renzo Ulivieri.
Ma torniamo alle ‘grandi’. Il match clou tra Avellino e Samb si conclude con la vittoria – dopo due sconfitte di fila – degli irpini che pur deludendo sotto il profilo del gioco ottengono un pieno che serve, oltre che al morale, ad avvicinare la capolista Rimini, la quale dopo il pari del Fadini vanta adesso solo due lunghezze di vantaggio. Ma c’è la gara di Pesaro da recuperare.
La Samb perde nel concitato finale – annesse le immancabili polemiche arbitrali – l’ennesima sfida in Campania, ma non la possibilità di giocarsi ancora l’entrata nel lotto delle contendenti per la B. Sabato prossimo al Riviera sarà ospite il Napoli: ne sapremo di più.
Un buon Giulianova – sarebbe il caso di dire: finalmente – impone lo stop al Rimini che contesta alcune decisioni dell’arbitro. Bella partita in Abruzzo, lo 0-0 è bugiardo, dove i romagnoli allungano la serie positiva (20) e i giallorossi continuano l’astinenza casalinga che dura dallo scorso 9 gennaio (2-1 alla Samb). I due portieri, quindi anche l’ex rossoblù Visi, sugli scudi.
Napoli alla quarta vittoria consecutiva – la settima targata Reja. I partenopei recitano il consueto spartito casalingo. Farraginosi e senza grandi idee, scardinano la retroguardia teramana al 92° (gran gol di Consonni), sugli sviluppi di un’azione che scatena le veementi proteste degli ospiti: non restituita la palla messa fuori da Nicodemo per consentire le cure all’infortunato Favasulli, a terra. Abruzzesi ormai definitivamente fuori dai giochi play off.
Rammarico in casa granata. Stiamo parlando della Reggiana che si fa raggiunge dal Martina – rigore del solito Da Silva (13° centro) – a pochi minuti dal termine, dopo un match tutto in salita, in virtù del gol dopo pochi secondi di Campolattano. Se la compagine di Trillini può guardare al risultato conseguito come ad un buon punto, gli emiliani (quarti) perdono l’opportunità di tenere ancora più a distanza le inseguitrici.
E a proposito di inseguitrici, può invece ritenersi soddisfatto il Padova che passa alla cassa – leggi il punto raccolto al Tombolato – grazie al portiere dei granatieri Peresson, evidentemente colpevole in occasione del pari firmato da Statuto. Il Cittadella domina la gara, ma non basta. Il team di Maran rimane al quint’ultimo posto, ancorché a pari merito col Martina.
Immediato riscatto del Benevento che ha vita facile al Benelli di Pesaro. Quarta sconfitta di fila in casa per i biancorossi. Un gol di Imbriani al 6° è sufficiente a spegnere una Vis che, contestata dai pochi tifosi rimastigli al fianco, ci prova ma deve giocoforza fare i conti con le solite assenze e soprattutto le congenite ‘mancanze’ in chiave offensiva. Il distacco dal penultimo posto sale a 7 punti. Lo stesso Iacobelli molto realisticamente afferma che lo ‘spareggio’ di Chieti costituirà l’ultima chance salvezza.
I sanniti al contrario rinfocolano pensieri arditi: agganciato il Lanciano, settimo, il quale non va oltre lo 0-0 contro il Chieti. Punto d’oro per i neroverdi, piccolo-piccolo per i frentani che non gioiscono dallo scorso 6 febbraio. Derby combattuto ma non certo ricco di emozioni. Un solo rammarico per la banda di Maurizio Pellegrino: la traversa di Nassi.
Maledizione Zaccheria per Massimo Morgia. La squadra del tecnico romano, tanto spregiudicata e cinica in trasferta quanto maldestra e poco incisiva tra le mura amiche, si fa infilare tre volte da una bella Spal che continua a portare avanti un torneo di assoluta tranquillità. Il Foggia saluta sogni di èlite davanti ad una delle migliori squadre ammirate in Puglia.
Sconfitta casalinga anche per la Fermana che pare sempre volersi complicare la vita nei momenti meno opportuni: resuscita il Sora del ‘Capuano-bis’ che non vinceva da ben quattro mesi (26 novembre, 1-0 al Giulianova) e in una sola circostanza aveva colto tre punti lontano dal Tomei (7 novembre, 1-0 a Pesaro). Poche attenuanti per il team di Marco Cari, visto che l’estremo difensore Chiodini alla fine è risultato tra i migliori in campo. I canarini, la cui sconfitta completa la giornata ‘nera’ delle squadre marchigiane di terza serie, ripiombano così nell’incubo play out, mentre i ciociari tornano a sperare.

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