AVELLINO – La faccia tesa, quasi stravolta, avvolta in una spessa nuvola di fumo originata dall’ennesima sigaretta, è l’istantanea fedele di un pomeriggio amaro vissuto all’ombra del monte Partenio.
Il volto nervoso cui si fa riferimento è quello del presidente della Samb Umberto Mastellarini. Cammina come stesse contando con i passi il perimetro della zona al di fuori della sala stampa: i giornalisti gli si fanno incontro e mai come stavolta il numero uno del sodalizio di Viale dello Sport ha voglia di parlare, di sfogarsi, di scaricare la tensione e la rabbia accumulate nell’immediato dopogara. Una battuta, su tutte, estrapoliamo dal ‘j’accuse‘ dell’Umberto rossoblù: “Giochiamo con un arbitro in meno?. Come dire: gli altri hanno santi in paradiso, noi no. E’ un fiume in piena Mastellarini e se non fosse per Michele Scaringella, il quale appena uscito dagli spogliatoi gli si avvicina sussurrandogli di darsi una regolata – “Così ti squalificano!? lo ammonisce il team manager rossoblù – ne avrebbe ancora un sacco di ‘cosette’ da dire.
Nervi a fior di pelle insomma al termine della sfida coi ‘lupi’ irpini. Le dirette concorrenti per un posto play off rallentano tutte, ad eccezione del Napoli, mentre i rivieraschi sono stoppati da un Avellino inguardabile quanto cinico e spietato. Due tiri nello specchio della porta, due gol. Più di così…
Eppure la domenica campana ha regalato all’intero entourage sambenedettese (tecnico, giocatori e persino giornalisti) complimenti a iosa da parte degli ospitali e sportivissimi colleghi della carta stampata. Bastasse questo.
L’assolato e caldo pomeriggio irpino inizia sotto i migliori auspici – incidenti tra forze dell’ordine e sostenitori sambenedettesi a parte – ovvero con i padroni di casa, schierati in maniera piuttosto inedita da mister Cuccureddu, abulici, quasi timorosi dopo le due batoste di fila, senz’altro affatto aiutati dai subitanei fischi della tribuna biancoverde (la Sud invece sostiene a gran voce l’11 di casa). Si diceva del modulo scelto dal tecnico dei ‘lupi’. Pedine disposte nel più classico dei 4-4-2, ma adattate a esigenze determinate da alcune assenze e diversi calciatori acciaccati: out Ghirardello e Nicoletto, Evacuo e Millesi si accomodano in panchina; in difesa ritorna Ametrano, Puleo si reinventa terzino, mentre Moretti avanza sulla linea mediana; l’altro cursore di fascia è, a sorpresa, il brasiliano Vanin, gettato nella mischia dopo circa tre mesi e mezzo. Negativa la sua prova, come quella di Rastelli, impiegato in appoggio a Biancolino, il quale, rigore procurato e gol della vittoria a parte (e non è poco), appare troppo solo là davanti.
La Samb invece adotta il solito modulo ad albero di Natale (4-3-2-1), con la sola novità di Fabio Femiano in difesa, al posto dello squalificato Canini.
Partita che regala ai circa 8.000 dello stadio Partenio poche emozioni – se non quella del gol della vittoria biancoverde arrivato sul filo di lana – con le due contendenti che deludono (incide forse anche il primo caldo primaverile), specie se pensiamo alle attese della vigilia: campani a rincorrere il Rimini capolista, Samb che battaglia per un posto al sole.
Taccuino pressoché illibato nella prima frazione di gioco, almeno alla voce ‘azioni pericolose’, però è la Samb a tenere il pallino del gioco, con i padroni di casa che fanno fatica a proporsi nella metà campo ospite e che paiono cincischiare troppo quando hanno la palla. I rossoblù, da par loro, risultano troppo imprecisi pur denotando una certa personalità su un campo non certo facile. Colonnello e soci si fanno notare in almeno quattro circostanze: al 5’ una punizione di Leon non trova né Taccucci né Da Silva pronti a ribadire la palla verso lo specchio della porta biancoverde; al 12’ e al 17’ Taccucci e Bogliacino provano la soluzione dalla distanza; al 28’ tenta la via del gol Da Silva, ma senza fortuna. L’Avellino? Non pervenuto. Scontati i fischi di tre quarti di Partenio al termine dei primi quarantacinque minuti.
La ripresa sembra iniziare alla stessa maniera, ma all’8’ la decisione del signor Orsato, vale a dire punire con la massima punizione un contatto tra Zanetti e Biancolino, rompe l’equilibrio. L’esecuzione di Moretti è perfetta. 1-0 per i padroni di casa e Samb a masticare amaro. Passano però 8 minuti e i marchigiani pervengono al pareggio: ennesima punizione di Leon sull’out di destra e magistrale stacco di testa di Zanetti che realizza la seconda rete stagionale. Giusto così.
Verso la metà della ripresa Cuccureddu corre ai ripari. Dentro Evacuo (al 28’ avrà la palla buona a pochi passi da Mancini), il ‘talismano’ del tecnico sardo, e Leone. Ma i cambi non sortiscono gli effetti sperati anche perché di lì a poco pure Davide Ballardini ridisegna la propria squadra, preferendo tornare ad un più classico 4-4-2. Come? Fuori un Cigarini oggi in formato ‘normale’ e il paraguaiano Da Silva; Dominguez si va a piazzare sulla corsia di centrocampo, mentre in avanti Alberti si fa affiancare da Leon.
Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, l’errore maggiore della Samb odierna va individuato proprio in quest’ultimo quarto d’ora, perché – eccetto il tiraccio di Bogliacino, è storia del 43° minuto, che su invito del solito Leon, batte malamente sopra la traversa – gli uomini di Ballardini avrebbero forse potuto sfruttare di più il favorevole momento psicologico, con lo stadio irpino a rumoreggiare sempre più insistentemente e quasi rassegnato ad assistere ad un inutile, per le sorti della classifica irpina, pari casalingo.
Capita invece il secondo discutibile episodio della giornata. Quando le lancette del cronometro indicano il 90° una ‘carica’ su Mancini, lesto a deviare un cross spiovuto in area di rigore, non viene sanzionata dal direttore di gara. Sul conseguente calcio d’angolo Biancolino trova la zampata che regala all’Avellino tre punti e alla Samb la consapevolezza che, nella stagione in corso, la Campania non fa sconti. Napoli, Benevento, Avellino: 0 i punti in saccoccia. Pieno invece di recriminazioni.

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