GROTTAMMARE – Continua in maniera positiva il rapporto tra Grottammare e la cittadina brasiliana di Itiuba. Nella mattinata di domenica partiranno, alla volta di Itiuba, Lorenzo Piergallini, falegname in pensione di 70 anni, e Franco Massaccesi di Montelparo, anche lui ex falegname in pensione di 60 anni. Il loro arrivo ad Itiuba è dovuto al proseguimento del “Progetto Rondine?, iniziativa inserita nell’ambito della cooperazione internazionale che negli ultimi dieci anni ha coinvolto “La Perla dell’Adriatico? e la città brasiliana.
I due ex falegnami si recheranno ad Itiuba proprio per coinvolgere la popolazione locale ed insegnare loro il lavoro e l’arte della falegnameria. A tal proposito giungeranno a Salvador de Bahia dove recupereranno un carico di materiali spedito da Grottammare: seghe a nastro, pergoratrici a catena, pialle, morsetti, lampade, giravite, e utensili vari necessari allo scopo. Piergallini e Massaccesi resteranno ad Itiuba un mese.
“Nel tempo siamo riusciti a creare le basi per una piccola autonomia di Itiuba – ha dichiarato la Vice Sindaco Maria Cristina Costanzo – collaborando con la Croce del Sud, con la CNA. Nel 1999 siamo riusciti ad ottenere un finanziamento dell’8 per mille dal Ministero, e abbiamo potuto finanziare il progetto che ha portato alla coltivazione da frutto di un’importante area della zona.?
“Il ‘Progetto Rondine’ – spiega il Sindaco di Grottammare Luigi Merli – è stato per noi il passaggio operativo ad un vero rapporto di collaborazione, in quanto si è passati da una cultura del semplice aiuto ad una di scambio di valori e civiltà. I saperi antichi sono i valori veri di Itiuba. Anche in Italia stiamo perdendo i saperi di una volta, a favore di una cultura americaneggiante. Mentre vediamo che i nostri concittadini giunti ad Itiuba, una volta tornati avevano la gioia negli occhi?.
In effetti lo scorso anno si recarono ad Itiuba cinque cittadini grottammaresi (Giuseppe e Maria Fracassa, sarto e cuoca; Umberto Silenzi, fabbro; Paolo Augello, fotografo; Domenico Amato: muratore), che restarono ad Itiuba per due mesi.
Il rapporto tra Itiuba e Grottammare ebbe origine nel 1995, quando la zona di Itiuba fu interessata dalla carestia – “la grande secca?, come scriverà in italo-brasiliano l’ex sindaco di Itiuba Sandro Vespasiani, grottammarese di origine, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, al Papa e al Comune di Grottammare, nel tentativo di chiedere aiuto.
L’appello di Vespasiani fu recepito dal fratello Adolfo Vespasiani, residente a Grottammare, che coinvolse l’amministrazione comunale. Da allora i rapporti tra le due città si sono intensificati, come dimostrato da una affollatissima cena pro-Itiuba organizzata lo scorso mese di dicembre al residence ‘Le Terrazze’.
L’obiettivo finale auspicato è quello di ‘chiudere il cerchio’: a Grottammare è in studio l’ipotesi di aprire un negozio di commercio equo e solidale, e magari di vendere in questo spazio anche dei prodotti da frutto provenienti da Itiuba.
“Dobbiamo rimarcare ad ogni modo che i nostri progetti di cooperazione internazionale non sono delle semplici passerelle – spiegano Merli e Costanzo – Per noi è importante che le realtà con le quali collaboriamo crescano con il nostro aiuto, ma attraverso le loro fenergie.?
Grottammare è inserita, da sola o in rete, in sette progetti di cooperazione internazionale: oltre che Itiuba, ricordiamo il popolo Saharawi (una delegazione è stata accolta nella serata di giovedì in Municipio), il Chiapas, Argirocastro, Isola del Sal e Nicaragua.
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