SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ad appena otto giornate dal termine della stagione regolare, il turno di campionato numero 27 non può che presentarsi come un’ulteriore tappa di vitale importanza per l’economia della classifica delle compagini delle alte come delle basse sfere.
Con Rimini e Avellino oramai destinate a giocarsi il primo posto – a questo punto però l’ago della bilancia pende decisamente a favore dei romagnoli – almeno otto squadre si contendono un posto al sole.
Il big match della giornata è allo stadio Partenio, dove si affrontano Avellino e Sambenedettese; gli irpini per rimanere quantomeno sulla scia del Rimini e non consegnare anzitempo alla capolista la certezza della prima poltrona, i marchigiani per accrescere le speranze di centrare un posto utile per i play off. Gli uomini di Cuccureddu vengono da una settimana difficile: il ritiro indetto da allenatore e società, ma soprattutto le diverse defezioni (quella di Ghirardello su tutte), la delusione di tutto l’ambiente biancoverde per avere buttato nel cestino, nello spazio di appena due settimane, la faticosa rimonta sul Rimini.
Numeri preoccupanti quelli irpini: fino a due domeniche fa i campani infatti vantavano una serie di risultati positivi lunga ben sette turni (l’intero girone di ritorno), poi però, a partire dal derby contro il Benevento si è come spenta la luce e sono venute due “caporetto? consecutive. Il dato più preoccupante? Gli otto gol beccati in quattro incontri da quella che adesso è la terza migliore difesa del torneo.
Le amnesie di Cecere e soci stanno conferendo ulteriore coraggio al Napoli, per ora terzo, ma – è stato lo stesso Reja ad affermarlo – fiducioso nella possibilità di fare la corsa anche sui “cugini? biancoverdi, ai quali peraltro sono stati recuperati la bellezza di 6 punti nelle ultime due esibizioni, e forti dell’invidiabile primato del maggior numero di punti totalizzati nel girone di ritorno (20). Del resto nel turno che ci si appresta a vivere gli azzurri hanno sulla carta la possibilità di rosicchiare qualcosina d’altro, visto che ospitano al San Paolo un Teramo in crisi: i “diavoli rossi? – archiviato l’obiettivo play off, avendo raccolto la miseria di quatto punti nelle ultime sette giornate – hanno deciso di seguire un alinea morbida: tecnico, giocatori e presidente restano, almeno per ora, tutti al loro posto.
Ad aiutare il team partenopeo ci sarà quasi sicuramente un pubblico più numeroso rispetto al recente passato.
La capolista Rimini scende a fare visita al Giulianova, l’altra squadra abruzzese in evidente impasse: il cambio di timone (da Gentilini a Cuttone) non ha finora dato quella scossa che ci si aspettava. Troppo pochi infatti i due punti raccolti nelle tre partite della nuova gestione. Come dire: si inverta la rotta, oppure i play out saranno una triste realtà. Dal canto loro gli uomini di Acori potrebbero, ancor prima del “derby? di Pesaro da recuperare sabato 2 aprile, chiudere la pratica concernente il primo posto, mettendo definitivamente fuori causa, nei fatti, ma che sotto l’aspetto prettamente psicologico, l’Avellino.
Trasferta pure per la Reggiana, altra compagine “invischiata? nella bagarre play off. Sarà dura al Tursi di Martina Franca, dove i padroni di casa vorranno certamente riscattare la battuta d’arresto del Romeo Neri, proprio perché la classifica è tornata di nuovo a farsi un poco preoccupante. I granata, che non centrano un exploit fuori casa dallo scorso 23 gennaio (1-0 a Giulianova), sono chiamati a tenere a distanza l’inseguitrice Samb, due lunghezze più indietro.
Derby in stile “ultima spiaggia? quello tra Lanciano e Chieti. I frentani si giocano la possibilità di restare tra le “nobili? del torneo, spezzando un digiuno di vittorie che dura dal 6 febbraio (1-0 alla Spal), data tra l’altro dell’ultima gioia allo stadio Biondi, mentre i teatini – stabile la crisi tecnica e societaria -chiedono alla trasferta rossonera punti per sperare ancora di tirarsi fuori dai bassifondi della graduatoria.
Se la squadra di Pellegrino è tra le meno in palla, Padova e Foggia stanno vivendo un buon momento di forma. La banda di Renzo Ulivieri, entusiasmata dalla batosta rifilata alla “corazzata? Avellino, domenica è attesa dal derby di Cittadella e ne vive la vigilia con la consapevolezza che altri tre punti potrebbero definitivamente catapultarla nel vivo della lotta per un posto play off. I granatieri però non possono permettersi regali, visto che sono ancora lì in fondo a barcamenarsi per evitare lo spettro della retrocessione.
Ancor più euforico l’ambiente foggiano che per la sfida alla Spal – Massimo Morgia aspetta ancora di sfatare il “tabù? dello Zaccheria, dopo le tre affermazioni di fila lontano dall’impianto pugliese – ha chiamato a raccolta la tifoseria perché prenda ulteriormente corpo la scalata nei quartieri alti della graduatoria. L’impresa non è delle più facili, ma vincendo contro gli estensi, i quali ultimamente sono abbonati al pareggio (l’ultimo successo eterno risale al 6 gennaio: il sorprendente 2-1 al Partenio), e magari facendo leva su qualche risultato favorevole proveniente dagli altri campi, sarebbe possibile fare un pensierino ad obiettivi leggermente più ambiziosi di una tranquilla salvezza.
La Fermana riceve il Sora con la chiara intenzione di migliorare l’attuale posizione in classifica che la tiene fuori dalla zona play out mettendo a frutto la seconda partita al Recchioni. I ciociari, penultimi, sono invece reduci da una delle settimane più sorprendenti della sua quasi centenaria storia, con il ritorno sulla panchina bianconera di Eziolino Capuano, dopo le dimissioni di Claudio Di Pucchio. Ambiente frastornato?
Chiude infine il quadro della 27esima giornata l’altra sfida in terra marchigiana tra il fanalino di coda Vis Pesaro ed il Benevento. Il tecnico Agostino Iacobelli nei giorni scorsi ha spronato i suoi confidando di credere ancora nel traguardo degli spareggi dopo il pari di Sora: le prossime tre gare, Benevento e Rimini al Benelli e Chieti all’Angelini, diranno tutto, o quantomeno molto, in tal senso.
I sanniti si avvicinano all’incontro coi biancorossi consapevoli del fatto che tre punti costituirebbero linfa vitale a propositi d’alto lignaggio. Mancherà però, per la terza domenica, bomber Gigi Molino.

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