SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il centrodestra e il suo candidato presidente regionale non recuperano, anzi perdono ulteriore terreno rispetto agli avversari. E’ questo il verdetto emesso dell’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto dei marchigiani, realizzato tra il 9 e il 14 marzo dall’istituto Ekma ricerche.
Rispetto alla rilevazione dello scorso 20 febbraio, l’attuale maggioranza guadagna, infatti, tre punti di vantaggio nei confronti del centrodestra: l’Unione sale dal 52 al 54,2%, la Cdl scende dal 44,5 al 41,5%. In realtà, l’allargamento della forbice tra i due schieramenti è dovuto all’errato inserimento, nel sondaggio di febbraio, del Nuovo Psi nella coalizione di centrodestra (il partito del Garofano correrà, in realtà, nella Lista Patto Democratico con Verdi, Pri, Pli, Psdi e Sinistra Democratica). Emblematico il confronto con le regionali del 2000: l’Ulivo sale dal 50,3% al 54,2%, la Cdl precipita dal 47,1 al 41,5%.
Tra i partiti, brusco calo di consensi per An (dal 16 al 13%), in risalita Forza Italia (dal 18 al 20) e Udc. Nell’Ulivo in crescita il Listone (Ds, Margherita e Sdi) che passa dal 34 al 35,5%, in lieve calo Rifondazione Comunista, che scende dal 9 all’8%.
Noto poco liete per il centrodestra anche per quanto riguarda la sfida tra i candidati presidenti delle due principali coalizioni, Spacca e Massi: il candidato dell’Unione conferma il dato di febbraio con il 55% dei consensi, quello della Cdl perde un punto (da 42 a 41), a vantaggio dei candidati delle altre Liste. Insomma, stando alle previsioni dei sondaggi elettorali, per il centrosinistra si annuncia una netta riconferma alla guida della Regione. La corsa ad inseguimento della Cdl, a due settimane dal voto, sembra destinata a scontrarsi con la fredda legge dei numeri.

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