La riserva naturale della Sentina è oggi una realtà. Dopo le lunghe discussioni, a livello locale, e un iter amministrativo durato poco più di un anno, la Regione Marche ha istituito l’area protetta, individuando, con i rappresentanti delle altre istituzioni interessate (Provincia di Ascoli e Comuni di Ascoli e San Bendetto) un’agenda di lavoro per promuovere la gestione e la salvaguardia della Sentina.
La Segreteria Ds di Porto D’Ascoli vuole quindi ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questi anni; il riconoscimento maggiore va sicuramente al governo della Regione Marche e ai Democratici di sinistra che attraverso l’impegno e l’attenzione dell’Assessore Luciano Agostini ha permesso il raggiungimento di questo importante risultato per l’intero territorio piceno.
La Riserva naturale della Sentina è infatti una bella realtà che si snoda attraverso 177 mila ettari di territorio, distribuito, a San Benedetto, tra l’abitato di Porto D’ascoli e il fiume Tronto. La gestione è affidata, in via sperimentale, per tre anni, al comune sambenedettese. Con l’istituzione si attivano i primi investimenti e si programmano i primi interventi, perché la regione ha anche assegnato i 413 mila euro, stanziati in bilancio e destinati alla gestione dell’area .
L’intesa tra gli enti e l’associazionismo locale, che ha favorito la costituzione della Riserva, deve trovare ora momenti di ulteriore sintonia per trasformare una scelta di sensibilità ambientale in un’occasione di sviluppo per il territorio. Il riconoscimento della riserva, infatti, rappresenta un punto di partenza e non certo d’arrivo, di un percorso, anche culturale, che deve mirare alla promozione di tutte le opportunità esistenti per rilanciare il Piceno, la sua ricchezza ambientale e i beni architettonici presenti.
E’ una scelta che la regione ha fatto propria, portata avanti con convinzione dai Ds e dai propri rappresentanti politici, riconoscendo la peculiarità della Sentina. L’istituzione della Riserva non appesantisce, a nostro avviso, i vincoli preesistenti, ma incentiva il recupero delle aree degradate, il risanamento ambientale, valorizza le tecniche agricole esistenti a basso impatto, incentiva le colture biologiche, favorisce il recupero dei casolari rurali, uniforma le tecniche di pesca lungo il tronto. E’ nostra convinzione, crediamo condivisa, la constatazione che la Sentina rappresenti uno snodo essenziale per assicurare un’adeguata tutela a tutto l’ecosistema che ruota attorno all’area. Indispensabile, inoltre, per salvaguardare gli habitat dunali presenti e i laghetti salmastri che danno rifugio ai migratori. Da questa convinzione devono scaturire quelle sinergie utili per rendere la Sentina una riserva naturale da additare ad esempio della vivacità ambientale del Piceno. Un impegno quindi che deve vedere gli amministratori locali, provinciali e regionali sensibili e attenti alle esigenze delle proprie comunità e alle sollecitazioni delle forze politiche.
La Sentina è un patrimonio ambientale unico, da tutelare anche e soprattutto per le generazioni future.

La Segreteria Ds di Porto D’Ascoli

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