SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua il testa a testa tra le battistrada Rimini e Avellino. Un altro round, la 26esima giornata, va ai romagnoli, che approfittando del passo falso degli irpini allungano a più quattro, peraltro con una partita ancora da recuperare (il “derby? di Pesaro del prossimo 2 aprile).
Dietro, il Napoli si conferma terza forza del torneo e vista la consistenza tecnico-tattica degli azzurri, in aggiunta ad un gioco finalmente convincente, non è difficile ipotizzare che Sosa e soci resteranno lassù sino agli spareggi. Rimangono insomma da assegnare due soli posti per i play off: se li giocheranno – la lotta diventa di domenica in domenica sempre più avvincente – Reggiana, Samb, Lanciano e Padova, insieme, forse, a Foggia e Benevento.
Ma torniamo alla prime due della classe. Il Rimini liquida senza troppa fatica un Martina parso quasi rassegnato sul campo della capolista, che incappa nella prima sconfitta del girone di ritorno (la seconda dell’intera gestione Trillini). I biancorossi, pur soffrendo l’assenza del regista Di Giulio, mettono in cascina tre preziosi punti e tornano al successo dopo più di un mese – vittoria a Sora lo scorso 6 febbraio; la striscia di risultati positivi sale a 19 partite: la compagine di Acori in quanto a continuità non conosce rivali.
L’Avellino cade all’Euganeo – è la seconda sconfitta consecutiva per gli irpini; dove incassa tutte in una volta tre reti (non era mai successo quest’anno) e rida fiato alle speranze play off dei veneti, adesso quinti a pari merito con la Samb. Un Avellino brutto e inconcludente – tardiva la reazione nel finale di gara, che pure poteva portare al rocambolesco pareggio – conferma i passi indietro intravisti nelle ultime esibizioni e, dopo l’affannoso recupero operato ai danni della capolista, rischia seriamente di dilapidare del tutto quanto di buono aveva fatto nelle ultime settimane. Sorride invece il Padova di Ulivieri, il quale mostra alle pretendenti per la B di esserci, eccome, in questo palpitante rush finale.
Numeri importanti per il Napoli che con Edy Reja al Santa Colomba è giunto alla sesta vittoria su sette incontri, oltre a centrare la seconda affermazione consecutiva in trasferta – l’ultimo Napoli capace di una simile impresa fu quello targato Gigi De Canio (stagione 2001-’02) – e archiviare la terza domenica senza subire gol. Il Benevento di Sergio, alla prima resa da quando il diesse giallorosso si è insediato sulla panchina sannita, cade sotto i colpi della “premiata ditta? Pià-Sosa: il sodalizio di piazza Bissolati per ora deve riporre nel cassetto propositi d’alto lignaggio.
Bomber Deflorio si carica sulle spalle la Reggiana e, in compartecipazione con Bertolini, regala ai granata una vittoria che permette loro di riscattare il capitombolo del Riviera delle Palme. Il Chieti si arrende in modo pressoché plateale e adesso i play out, la salvezza diretta è lontana 9 punti, paiono inevitabili, o quasi.
A ridosso della “Regia?, quarta, troviamo la Samb, autoritaria in quel di Teramo, dove vince a distanza di oltre mezzo secolo. La quarta affermazione esterna stagionale consegna ai rossoblù il quinto posto in solitudine in graduatoria, ma soprattutto la consapevolezza di potersi giocare, da qui al prossimo 15 maggio, le (discrete) chance in chiave spareggi. Giornata dopo giornata il “miracolo? di una squadra messa in piedi in poche ore e che, non dimentichiamolo, gioca senza una vera punta di ruolo, sta assumendo contorni sempre più definiti; le prossime due partite contro Avellino e Napoli potrebbero definitivamente consacrare le ambizioni della banda Ballardini. Quanto al Teramo il tracollo interno non solo relega i “diavoli rossi? ai margini delle alte sfere, ma provoca pure le dimissioni del presidente Romano Malavolta.
Il Lanciano decreta invece inesorabilmente la propria crisi, cedendo il passo al Foggia – non basta il diciannovesimo centro del capocannoniere del girone Soncin – ed incappando nella seconda debacle consecutiva. Una doppietta del francese Mounard gela il Biondi e regala ai rossoneri la speranza (quanto grande staremo a vedere) di reinserirsi nei discorsi di alta classifica, mentre per i frentani, dopo l’abbandono dell’ultimo posto utile per i play off, si potrebbe perfino profilare il definitivo ridimensionamento dell’obiettivo di inizio stagione.
Tutto come prima o quasi nelle basse sfere. Pari con tante reti (4) al Mazza, dove Spal e Cittadella confermano la propria propensione al pareggio: ben 11 sinora. Estensi e veneti sono tra le compagini che hanno collezionato più divisioni della posta. Il risultato di ieri pomeriggio costringono i padroni di casa a rimanere nel limbo di mezzo, mentre i granata non si possono ancora chiamare fuori dalla lotta per non retrocedere.
In tale prospettiva un importate passo in avanti lo ha fatto la Fermana che, grazie al solito Bucchi, batte il Giulianova rompendo peraltro il digiuno al Recchioni che durava da circa un mese e mezzo (2-1 al Chieti, lo scorso 23 gennaio). Successo meritato per i canarini che si concedono anche il lusso di fallire un calcio di rigore. I tre punti in ogni caso consentono agli uomini di Marco Cari di tirarsi fuori dai bassifondi della graduatoria e di imporre lo stop ad una diretta concorrente: i giuliesi infatti, contestati nuovamente dai tifosi, restano al quart’ultimo posto.
Pari inutile per l’altra marchigiana, la Vis Pesaro, la quale a Sora sfiora il colpo esterno. Il primo gol stagionale di Pasquale Luiso viene rimontato dagli acuti di Gaeta e Balleello (i biancorossi non andavano in rete da sei partite), ma a soli tre minuti dalla fine i ciociari riagguantano il 2-2 grazie ad un rigore trasformato dal solito Magliocco. La squadra di Di Pucchio (penultima) tiene a distanza quella del debuttante Iacobelli (ultima), anche se i vissini potranno beneficiare del match da recuperare contro il Rimini.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 379 volte, 1 oggi)