MONTEPRANDONE – L’aeroporto della Vallata del Tronto si può fare? La ditta Società Elicotteristica Italiana ha da tempo presentato un progetto per l’ampliamento per la pista di volo, attualmente dedicata solo per atterraggi di elicotteri, in modo che possa ricevere anche aeroplani (si parla di Atr42). Per sfortuna della S.E.I., lo spazio da utilizzare si trova in una zona a rischio esondazione (E4, rischio massimo) essendo a ridosso del Fiume Tronto.
La decisione dell’Autorità del Bacino del Tronto è stata dunque salomonica: si “esprime parere favorevole alla realizzazione dell’ampliamento della pista di volo connessa all’attività esistente?. Tuttavia, per la costruzione di hangar, uffici e altra logistica inerente al mantenimento e gestione di vero aeroporto e non di una semplice pista di volo e di atterraggio, tutto è al momento bloccato.
L’Autorità di Bacino, infatti, subordina già lo stesso parere favorevole per la realizzazione della pista per l’atterraggio a precisi vincoli: “Dovranno essere realizzati tutti gli interventi idraulici e accorgimenti tecnici necessari a ridurre il rischio così come previsto dagli studi, nonché contenere eventuali inquinamenti connessi all’attività come acque di prima pioggia, perdita di carburanti, ecc.?
Cosa dovrà essere realizzato nel caso dell’ipotetica costruzione di hangar, uffici e impianti per un vero aeroporto “Riviera delle Palme?? L’arch. Giancarlo Casini dell’Autorità di Bacino, durante la conferenza stampa che si è tenuta presso il Centro Convegni di Centobuchi, è stato abbastanza chiaro con l’amministratore delegato della S.E.I., Francesco Sirgiovanni. “Qualsiasi ipotesi deve prevedere un progetto di massima che deve essere presentato dalla S.E.I. e che noi valuteremo?. Insomma, niente salti nel vuoto.
L’argomento è di grande interesse sia mediatico che effettivo. Se la “Riviera delle Palme? e l’intero Piceno riuscissero a dotarsi di un aeroporto in grado di gestire traffico industriale (sarebbe l’ideale per le industrie) e passeggeri (immaginate un volo low-cost estivo Praga-San Benedetto con un pacchetto turistico compreso!), questo rappresenterebbe sicuramente un eccezionale volano economico.
Tuttavia l’errore principale sarebbe quello di svincolare l’economia da qualsiasi altro aspetto: la natura non si piega e fa pagare i danni anche a distanza di tempo, in barba a qualsiasi aspetto monetaristico.
La palla passi alla S.E.I., ma anche al prossimo Presidente Regionale e al Presidente della Provincia Massimo Rossi, all’Assindustria e agli ambientalisti. Una parola dovrebbe dirla anche il Sindaco di San Benedetto. Non è questione da tener nascosta nei cassetti.

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