MONTEPRANDONE – L’8 marzo il Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino ha rilasciato parere favorevole circa il declassamento del rischio esondazione da E4 (rischio massimo) ed E3 ad E2 (rischio medio) nella zona a nord della Superstrada Ascoli Mare, purché si realizzino una serie di opere di contenimento del rischio di esondazione del fiume Tronto e dei fossi affluenti.
Questa decisione, comunicata nel corso di una conferenza stampa dall’arch. Giancarlo Casini dell’Autorità di Bacino, assieme al Sindaco di Monteprandone Bruno Menzietti, all’Assessore ai Lavori Pubblici Adriano Bordoni e all’Assessore Regionale Luciano Agostini, dovrebbe sbloccare l’iter dell’accordo di programma, sottoscritto da 21 aziende operanti nella zona industriale, che prevede, da parte del Comune di Monteprandone e del Piceno Consind, la sistemazione della zona industriale (strade, fognature, illuminazioni, segnali stradali) con i fondi ricavati dal pagamento degli oneri di urbanizzazione delle 21 aziende che potranno così ampliare i propri stabilimenti e edificarne di nuovi, rispettando le prescrizioni di sicurezza descritte dall’Autorità del Bacino Interregionale del Fiume Tronto.
Alcune di queste aziende tuttavia potrebbero non essere più disposte ad aderire all’accordo di programma, sottoscritto tre anni fa. I numerosi imprenditori (circa cinquanta) che sono convenuti alla conferenza stampa hanno espresso anche il timore che l’iter dell’accordo di programma, che dovrà essere vagliato dalla Provincia, subisca altri rallentamenti burocratici. “Tutto si risolverà entro qualche mese?, ha promesso Agostini. Parole che attendono, da parte di lavoratori e imprenditori, una pronta conferma.
Luciano Agostini ha tenuto a precisare che la proposta dell’Autorità di Bacino tiene conto dei rischi di esondazione, e che, seppur sensibili alle richieste imprenditoriali, “abbiamo il dovere di poter dormire la notte e non mettere a rischio le nostre coscienze negli anni a venire“.
Agostini ha anche precisato che i finanziamenti per l’alluvione del Tronto del 1992 sono arrivati soltanto nel 2001 e che nel 2002 è stato avviato l’iter dell’accordo di programma. Da parte sua Casini dell’Autorità di Bacino ha spiegato che i tempi lunghi (circa tre anni9 necessari a conoscere i pareri dell’Autorità sono dovuti a tutti gli accertamenti che l’Ente ha dovuto compiere per conoscere lo stato di rischio per esondazione e per fenomeni franosi del Bacino del Tronto, e per studiare tutti le opere di tutela idraulica necessarie a garantire la sicurezza in caso di esondazione del fiume

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