FERMO- Dal 12 al 21 marzo, la sala “La Cisterna? di Fermo ospiterà la personale di scultura dell’artista Francesco Santori: 23 saranno le opere originali esposte che richiameranno il tema della pace insieme ad una decina di disegni di varie tecniche.
Nel corso della sua lunga ed operosa carriera, egli ha portato avanti l’idea di un’arte intrisa di profonda spiritualità e grande forza emotiva, dove continuo è il richiamo e l’aderenza alla migliore tradizione figurativa moderna.
Quella del Santori è scultura viva, spontanea e naturale che trae ispirazione dalla natura, dalle forme della realtà quotidiana, dai soggetti a carattere religioso e mitologico: è in queste opere che egli lascia trasparire tutta la sua devozione verso alti e nobili sentimenti e verso la ricerca di uno slancio emotivo.
Dalla pietra al legno, dal bronzo all’alabastro, Santori riesce ogni volta a fissare l’idea nella materia plasmata ponendo l’accento sulla dimensione interiore e con una resa espressiva di sobrietà e compostezza.
Le vicende biografiche di quest’artista piceno che lo legano a nomi di grandi maestri tra cui Manzù e Pericle Fazzini, s’intrecciano ad un’infinita serie di mostre ed esposizioni, tra le quali meritano un cenno particolare quella di Roma nel 1980 presso la “Galleria Marguttone? e quella presso la “Galleria Modigliani? a Milano nel 1994.
La sua fama si espande anche in ambito internazionale: sia nel 1987 che nel 1989 lo troviamo a New York in occasione della Rassegna mondiale d’arte presso lo “Jacob Javits Convention Center?.
Tra le due esposizioni newyorkesi, evidenziamo nel 1988 la partecipazione alle mostre di Tokio presso il “Palazzo delle Esposizioni? e a Basilea nell’ambito dell’ rassegna europea al “Drei Konige?; tra le più recenti c’è Parigi 2003 all’atelier “Gustave?.
Autorevoli personalità del panorama critico hanno seguito con costante attenzione l’arte di Santori: tra tutti, oltre al compianto prof. Mario Rivosecchi direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma negli anni cinquanta, basti citare i nomi di Stefano Troiani, Roberto Rossini, Antonio Lisandrini, Alberto Scotti, Giorgio Tuti, Luciano Carini, Orazio Tanelli.
Le numerose committenze ad Enti pubblici e privati e alle Comunità religiose lo vedono impegnato alla realizzazione di diverse opere tra cui la Porta della Pace per il Santuario della Repubblica di San Marino nel 1984 e, di recente, nel 2003, un bassorilievo dedicato al mare intitolato Conchiglie sulla passeggiata del molo sud di San Benedetto del Tronto.
Cospicui i premi nazionali ed internazionali: a Salsomaggiore nel 1982 gli viene conferita la Medaglia d’Oro al Parlamento U.S.A; tra il 1984 e il 1987 riceve a Roma l’Ulisse e I Grandi Artisti dal 1947/1987 mentre nel 2003 a Prato vince il premio La Pace nel Mondo.
L’alto livello di notorietà è altresì attestato da una lunga serie di riconoscimenti accademici: nel 1981 viene nominato Accademico Tiberino a Roma mentre a Ferrara l’Accademia Hede, lo fregia del titolo di Homo Electus Ducati Extensis.
Nell’ottobre del 1983 l’Accademia Universale Marconi di Roma gli conferisce la nomina di Accademico Benemerito per il suo noto impegno artistico.
Tra il 1986 e il 1988 gli vengono assegnati una laurea Honoris Causa in Dottore in Arte a Buenos Aires e il I° Premio Internazionale ad Honorem Una vita per l’arte a Milano.
Ultimo in ordine di tempo, il Premio speciale della Presidenza dell’Accademia Internazionale Italo – Greca di Belle Arti con sedi a Reggio Calabria e Micene, intitolato Custodi del Tempo 2004.
Numerose riviste specializzate si interessano all’attività artistica di Santori: il suo nome infatti compare su prestigiosi annuari e cataloghi di arte moderna e contemporanea come ad esempio “Boè?, “Artisti Contemporanei 2005?, “Albo d’Oro – Federazione Italiana Arti Figurative Thyrus?.
Delle 23 sculture esposte per la personale di Fermo, molte si incentrano sul tema della natura come nel bronzo del 1998 “Onda sullo scoglio?; si fa invece chiaro riferimento all’aspetto mitologico nel bronzo del 1994 intitolato “La Partenza di Ulisse?; in “Colomba sui girasoli? del 1976, “Colombe sui fichi d’india? del 1977, “Agave in fiore? del 2003 c’è tutta l’ispirazione della suggestiva balconata della Vedetta Picena.
“La scultura del Santori – scrive Orazio Tanelli – sorpassa le aspettative degli osservatori in quanto ogni sua statua contiene un mistero arcano che avvince l’osservatore e lo trasporta verso sentieri di Libertà, di Amore, di Pace e di Speranza?.
E’ questa allora l’essenza profonda di un’esperienza artistica saldamente ancorata al desiderio di trasmettere valori autentici e universali uniti all’acquisizione di una padronanza artistica e di una tecnica raffinata.

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