SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due mesi senza vincere. È dal 9 gennaio scorso (contro l’Atletico Piceno 2-1) che il Porto d’Ascoli non assapora il gusto del successo. Troppo tempo per una formazione che ambisce ai play off. La classifica è corta. La zona promozione come quella retrocessione è affollata e se si continuano a perdere punti per strada, i sogni possono svanire.
Sessanta giorni in cui i biancocelesti hanno collezionato quattro pareggi (Ripatransone 0-0, Azzurra Colli 1-1, Castoranese 1-1, Cuprense 1-1) e una sconfitta (Acquasanta 2-0). Si sono alternate gare positive e gare negative sia sul piano del gioco sia sul piano prettamente psicologico.
Contro la Grottese c’è l’obbligo della vittoria. Urgono, come non mai in questo momento, punti per rialzare il morale della squadra tornando a lavorare settimanalmente con tranquillità per ricominciare ad essere temuti da ogni avversario. La Grottese si è mostrata squadra ostica soprattutto in casa dove ha inanellato sette vittorie mentre in trasferta ha ottenuto solo sconfitte. E sabato disputa l’incontro proprio davanti al suo pubblico. Ai biancocelesti è chiesta una prova d’orgoglio.
Il Porto d’Ascoli , nelle ultime partite, ha dimostrato di esserci ma pecca di cinismo sotto porta. Spesso per segnare deve avere la scossa di essere in svantaggio o addirittura creare una gran quantità di occasioni con la misera consolazione di un gol. Una lacuna, questa, che si porta dietro da diverso tempo. Tuttavia anche le circostanze non state mai state amiche. Basti pensare ai guai fisici di Del Toro (pubalgia) che attualmente lo tengono lontano dalla forma migliore, l’impegno di Traini spesso non ricambiato con la rete e un centrocampo che ultimamente ha perso un po’ di tonicità.
Dopo aver scontato una giornata di squalifica, Palanca torna a dirigere il centrocampo insieme a Sergio Filipponi. Da verificare le condizioni fisiche di Alessandro Induti, uscito anzitempo dall’incontro con la Cuprense. All’appello mancavano anche Sansoni, Ivan Rocchi, Gaetani. Possibile il loro recupero.

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