SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualora il Rimini riuscirà, in occasione del recupero della gara di Pesaro, a fare risultato, potrà in ogni caso guardare alla 25esima giornata andata in archivio stasera proprio con il posticipo dello stadio Neri, come ad una tappa importante nel cammino che conduce alla promozione diretta.
Succede infatti che l’Avellino, il cui primato è durato appena una domenica, disputa una delle peggiori prestazioni da inizio campionato ed incappa nella seconda “amnesia? interna stagionale, interrompendo una striscia di risultati utili che durava da due mesi, ma soprattutto riconsegnando dopo ben 58 anni il derby del Partenio ad un ottimo Benevento. Succede anche che il duo Colletto-Imbriani (portano la loro firma gli storici gol che stendono i biancoverdi) regala a Raffaele Sergio, direttore sportivo improvvisatosi allenatore dopo l’esonero di Benedetti, il decimo punto dal momento del suo insediamento, appena quattro incontri fa. Sarà proibito fare un pensierino ai play off dalle parti del Sannio?
Il capitombolo degli irpini è stato però messo a frutto solo in parte dal Rimini che nel posticipo televisivo patta il match al cospetto della Fermana riguadagnando la prima poltrona in classifica, ma distanziando gli uomini di Cuccureddu di appena una lunghezza. Ricchiuti e compagnia ci provano dall’inizio alla fine, ma gli ospiti, ben organizzati e arroccati in difesa, riescono ad uscire indenni dal Neri (è il quarto pari casalingo per i biancorossi) anche per l’imprecisione degli avanti romagnoli. Alla fine addirittura la compagine di Marco Cari – riscattata ampiamente la figuraccia rimediata contro il Foggia otto giorni fa – sfiora il colpaccio con due insidiosi contropiedi che mettono i brividi la retroguardia di casa. Per loro un punto che serve ad aggancia il Martina al sest’ultimo posto, ovvero fuori dalla zona play out.
Consolida il terzo posto il solito Napoli, vale a dire antiestetico, a dispetto delle potenzialità a disposizione, ma al contempo solido e pratico, tanto da mandare a referto la quinta vittoria (su sei partite) dell’allenatore Edi Reja. Il quarto gol in maglia azzurra di Calaiò piega un Chieti che pur tenendo testa ai più quotati partenopei continua a non rimpinguare la casella dei gol realizzati, rimanendo il secondo peggiore attacco del girone, anche se ieri ha protestato per ila rete annullata a Serao, la quale ha generato non poche polemiche, perfino da parte dell’allenatore dell’Avellino Cuccureddu. Ci mette del suo anche l’avanti Tacchi, il quale si fa ingenuamente espellere, lasciando i propri compagni in inferiorità numerica per gran parte dl secondo tempo.
Mastica amaro il Lanciano (non vince da un mese esatto) steso al Tursi di Martina Franca da un rigore al 90° del bomber William Da Silva. Se per i frentani la trasferta si rivela nefasta, in casa pugliese si festeggiano tre punti che potrebbero rappresentare un passo decisivo verso la salvezza: quella biancazzurra è l’unica squadra, insieme al Rimini, imbattuta nel girone di ritorno.
Sorride anche la Samb che riscatta la beffa del Santa Colomba grazie ad una superba prestazione (probabilmente la migliore in assoluto da inizio campionato) contro una deludente Reggiana. Mai in partita i granata schiacciati dalla manifesta superiorità dei rossoblù, i quali si “aggrappano?, dopo un continuo quanto sterile forcing, ad una prodezza balistica di Mariano Bogliacino per venire a capo di un avversario che con lo stop patito in riva all’Adriatico deve rivedere i propri piani in chiave play off. In casa marchigiana invece ci si aspetta – dopo le gare con Teramo, Avellino e Napoli – di verificare quale ruolo Colonnello e soci potranno recitare nell’ultimo scorcio di torneo. Sognare pare comunque lecito.
Rallenta il Padova dopo due “hurrà? di fila, costretto al pari da una coriacea Spal che non perde, ma continua a collezionare pareggi – è il decimo – rimanendo impelagata nel limbo di mezzo. Serve poco anche ai padroni di casa il punto dell’Euganeo, visto che, come detto, Samb e Benevento si sono di nuovo fatte sotto.
Male anche il Teramo che non riesce a riscattare il momento di appannamento che sta vivendo da diverse domeniche. Nell’anticipo di venerdì scorso si deve accontentare di un pari al Fadini, di fronte ad un Giulianova che può recriminare per non aver sfruttato il doppio vantaggio. Debutto casalingo “agrodolce? per mister Cuttone che può gioire unicamente per il ritorno al gol di Califano, dopo la lunga squalifica per la vicenda legata al calcioscommesse. In graduatoria i giallorossi non abbandonano il quart’ultimo posto, mentre i “diavoli rossi? restano sempre ai margini delle zone che contano.
A proposito di classifiche anonime, impossibile non citare il Foggia. Il team di Massimo Morgia – per il tecnico romano è ancora rimandato l’appuntamento con la prima vittoria allo Zaccheria – spreca con Grieco un calcio di rigore e poi non finalizza la notevole quantità di palle gol create. Il Sora d’altro canto – sottolineiamo il ritorno sulla panchina bianconera di Claudio Di Pucchio – guadagna un punto prezioso, utile a dare consistenza alle speranze di risollevarsi dalla penultima “poltrona?.
Concreto, al contrario dei pugliesi, il Cittadella che vince l’ennesimo scontro diretto: dopo il Chieti anche la Vis viene battuta a domicilio. La sesta sconfitta interna costa la panchina al tecnico Enrico Piccioni, il secondo allenatore alla guida dei biancorossi da inizio stagione (dopo Lorenzini), che assiste impotente all’ennesima prestazione assolutamente sconcertante da parte della sua (ex) squadra: senza nerbo, idee e grinta pare ora come ora molto difficile che i pesaresi possano centrare almeno l’obiettivo dei play out, peraltro distante solo quattro punti.

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