TERAMO – C’è davvero posto per tutti sul “carro? chiamato play off? Se capita che il Rimini in poco meno di due mesi dilapidi un congruo vantaggio dalla diretta inseguitrice pari a otto punti, se succede che la stessa inseguitrice dopo più di 100 giorni di affannosa rincorsa cede l’onore delle armi ad un Benevento in piena crisi societaria (ma non di risultati) che espugna il Partenio dopo 58 lustri, se capita di vedere compagini quali la Reggiana, il Lanciano, il Padova e la Samb che talvolta inanellano due o tre vittorie di seguito, per poi cadere o frenare inaspettatamente, allora vien da pensare che anche per il Teramo non è detta l’ultima parola.
Rimini e Avellino a parte – chissà che tra qualche domenica non si debba fare il medesimo discorso per il Napoli – l’attuale girone B palesa un indiscutibile livellamento: ogni formazione, il fanalino di coda Vis Pesaro compreso, ha le potenzialità per fare risultato contro chiunque e soprattutto per ribaltare pronostici che a priori paiono inconfutabili. Considerazioni che il Teramo può e deve fare a se stesso; se è vero che da oltre un mese i biancorossi sembrano aver smarrito lo smalto palesato dopo il ritorno in panchina di Zecchini, è innegabile che tentare a reinserirsi nei discorsi di alta classifica è ancora possibile: imporre lo stop alla Samb, prossima ospite del Comunale, per poi tentare il tutto per tutto nelle restanti otto “finali?, nelle quali si dovrà incontrare squadre del calibro di Napoli, Avellino, Lanciano e Padova, vale a dire altrettanti scontri diretti che, in caso di risultati favorevoli agli abruzzesi, potrebbero mutare gli equilibri della sfere nobili della graduatoria del girone B.
Il pari andato in scena a Giulianova deve ora per forza di cose essere corroborato da una vittoria al cospetto della Samb, non solo una rivale da sempre, in termini sportivi, del sodalizio biancorosso, ma pure l’ennesima candidata a recitare il ruolo di outsider. Mister Luciano Zecchini negli spogliatoi del Fadini lo ha detto convinto: “I play off non sono così impossibili?. I passi falsi di ieri pomeriggio di Avellino, Lanciano, Reggiana, uniti al pareggio del Padova, lo confermano. Il quinto posto è a quattro punti; adesso serve una bella prova di carattere contro la squadra di Ballardini che all’andata, nelle Marche, si impose per 2-0 decretando l’allontanamento di Foschi. Per farlo serve ricompattare l’ambiente, stranito dalle ultime opache prestazioni di Beretta e soci e perplesso in merito ai dissapori tra il tecnico Zecchini ed il patron Malavolta.
Il Teramo sceso in campo nel derby contro il Giulianova:
(4-3-1-2) Pierini, Panarelli, Ola (32` Ferri L.), Marco Aurelio, Angeli (74` Chianese), Catinali, Nicodemo, Favasuli (46` Bondi), Sturba, Taua, Beretta. A disposizione: Gavazza, Battisti, A. Del Grosso, Scarchilli. Allenatore: Luciano Zecchini

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