*Trovo positivo questo interesse intorno ad uno strumento qual’è il nuovo P.R.G. che deve ridisegnare tutte le strategie cittadine ed esaltare le tante opportunità di cui il nostro territorio è dotato.
Altre amministrazioni hanno tentato invano di fornire la nostra Città di questo non più rinviabile atto, senza successo o percorrendo altre strade (P.R.U.S.S.T.) che si sono rivelate dilatorie per non dire deleterie ed hanno solo fatto perdere del tempo.
Adesso comincia la discussione, ma non come quella di giovedì sera; la discussione deve essere nel merito e non un’occasione per dire tutto ma in realtà niente. Questo P.R.G. ha delle anomalie evidenti e tutti lo hanno ammesso, persino il progettista, anomalie che vanno sanate con percorsi politici lineari.
Ciò in cui bisogna essere chiari con i cittadini è specificare in modo perentorio che i diritti acquisiti in passato non si toccheranno, riguardo sia il lotto minimo che gli indici attualmente vigenti.
Il Professore (Bellagamba) dovrà pazientemente scendere dalla cattedra e girare tra i banchi affinché coloro che dovranno poi approvare il nuovo P.R.G., che poi sono i Consiglieri, siano edotti e convinti di farlo. E siccome il Consiglio Comunale è l’espressione della Città, questo piano deve apportare tutte quelle modifiche di cui si faranno latori i rappresentanti dei cittadini.
Solo allora, credo, si potrà arrivare con serenità e convinzione all’adozione di un piano che non solo qualificherà l’attuale amministrazione, ma soddisferà le esigenze della San Benedetto del 2000. In caso contrario non credo sia utile nessuna forma di forzatura, che creerebbe perplessità e malumori.

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