ASCOLI PICENO – Uno degli indicatori principali utilizzati per “misurare” l’innovazione tecnologica è costituito dal numero dei brevetti che le aziende chiedono di registrare. L’Italia, pur essendo una delle principali realtà economiche occupa, nel contempo, una delle ultime posizioni in Europa per quanto riguarda la registrazione di nuovi brevetti. Il nostro paese con i suoi 1.722 brevetti registrati nel 2003 appare molto lontano dalla realtà tedesca che può vantare 11.444 brevetti e ben distanziato dai 3.627 inglesi e 3.869 francesi.
“Nella nostra realtà provinciale malgrado il difficile periodo congiunturale le aziende comunque continuano a investire in innovazione – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Enio Gibellieri – creando prodotti che poi vengono tutelati  da brevetti e marchi che permettono alle imprese di essere più tutelate anche sui mercati internazioali”. Dalle statistiche diffuse dalla Camera di Commercio, infatti, emerge che il numero di richieste di brevetti e marchi negli ultimi tre anni ha fatto registrare un continuo e costante incremento.
“Nel 2004 – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Enio Gibellieri – l’apposito ufficio dell’ente camerale ha registrato quattordici invenzioni e diciannove modelli di utilità”. Il brevetto da la possibilità di sfruttamento sull’oggetto del brevetto stesso consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di farne elemento di commercio, nonché di vietare a terzi di produrlo, usarlo, metterlo in commercio, venderlo o importarlo. Si può brevettare l’invenzione oppure un modello di utilità che fornisce a macchine o parti di esse, a strumenti, utensili o oggetti di uso in genere, particolare efficacia o comodità di applicazione o d’impiego.
“Nel corso del 2004 – ha dichiarato Enio Gibellieri – il gran balzo in avanti si è avuto nel numero delle registrazioni dei marchi che servono a contraddistinguere i prodotti o servizi che un’impresa produce o mette in commercio. Ebbene nell’anno appena concluso sono state ben 188 le richieste che ci sono pervenute ben sessantasei in più rispetto al 2003 che evidenziano, da parte delle aziende del Piceno, la volontà di tutelare la novità, la capacità distintiva, la liceità”.

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