“Sono piena di fili e tubi, ma sto bene”. Sono queste le parole di Giuliana Sgrena, dopo la liberazione di questa sera. La giornalista de ‘Il Manifesto’ è rimasta ferita ad una spalla, nel corso di una sparatoria con alcuni soldati americani che è costata la vita allo 007 italiano Nicola Calipari, funzionario del Sismi di stanza a Baghdad, morto per fare scudo alla giornalista.
Nella sparatoria sono rimasti feriti un altro agente segreto italiano e l’autista iracheno che guidava l’auto sulla quale viaggiava la Sgrena. Quando l’auto è stata investita dalla raffica di colpi, a bordo c’erano quattro persone. La sparatoria sarebbe avvenuta – come dichiarato dal direttore del ‘Manifesto’ Gabriele Polo – mentre la donna e alcuni agenti italiani che la stavano accompagnando all’aeroporto, sono stati fatti oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di truppe americane.
Il capitano Barry Venaple, portavoce del Dipartimento della Difesa Usa ha dichiarato all’Adnkronos: “Da quello che capiamo, c’è stato un incidente di qualche tipo in cui è stato coinvolto l’ostaggio italiano da poco rilasciato, e questo è accaduto mentre stava tornando” verso l’aeroporto di Baghdad. Venaple ha precisato che “altri dettagli in questo momento non sono noti, dato che ci troviamo a Washington e non a Baghdad”.
Sulla vicenda che ha portato alla liberazione della donna, nessuna notizia ufficiale. Solo quella della avvenuta liberazione. “Confermo al 100% la notizia della liberazione. Giuliana Sgrena dovrebbe giungere in Italia nelle prossime ore. Non ho altri dettagli”. Sono le prime parole di Margherita Boniver, sottosegretario agli Esteri nel corso di una intervista telefonica rilasciata a SKY TG24, che così ha fugato i dubbi confermando la notizia della liberazione della Sgrena.

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