SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giornata numero 25 nel girone B di serie C1. Ancora dieci battaglie da disputare da qui alla fine della stagione regolare. Niente è stato deciso. Giochi aperti, in testa come in coda.
Lassù in alto Avellino e Rimini (dovrà recuperare il derby con la Vis Pesaro), sono a pari merito: l’inseguimento degli irpini è durato ben 105 giorni, vale a dire più di tre mesi. Alla fine la “lepre? biancorossa è stata riacciuffata ed ora bisognerà vedere se la stessa avrà la lucidità e la forza per respingere l’assalto dei campani. Un piccolo vantaggio dalla sua, oltre naturalmente alla gara del Benelli ancora da disputare: la sfida valevole per la 25esima giornata la gioca nel posticipo televisivo di lunedì prossimo, sapendo già il risultato dell’Avellino che ospita, al Partenio, il Benevento, per quello che negli ultimi anni è stato uno dei derby più infuocati dell’intera terza serie.
Striscia positiva che dura da sette giornate per gli uomini di Cuccureddu, da tre per la Sergio band; la rocambolesca vittoria ai danni della Samb (ben sei i punti conseguiti dagli “stregoni? dopo il 90°: contro Samb, Teramo e Martina) è servita per il morale, ma soprattutto per prepararsi al meglio alla sfida in Irpinia. I padroni di casa tra le mura amiche hanno fallito l’appuntamento con i tre punti in due sole circostanze (un pari ed una sconfitta), ma il match coi sanniti va preso ugualmente con le molle: il derby è incontro che tradizionalmente sfugge a facili pronostici.
Tiferà Benevento il Rimini, che posticipa, come detto, la gara casalinga con la Fermana. Urge una vittoria – al Neri manca dallo scoro 23 gennaio. Mister Acori nei giorni scorsi ha palesato una certa tranquillità, confidando nelle due partite in casa consecutive e nel fatto che storicamente le sue squadre danno il meglio proprio nel girone di ritorno. Fermana vittima sacrificale? Può darsi, anche perché i marchigiani non se la stanno passando affatto bene: l’umiliante sconfitta di domenica scorsa – uno 0-4 davanti al pubblico amico non si verificava da ben mezzo secolo (Fermana-Foggia del 54’-’55) – è la punta dell’iceberg di un momento no che dura da circa un mese: un misero punto in tre incontri.
Il Napoli scende a Chieti. Nonostante il terzo posto conseguito domenica scorsa, il gioco dei partenopei continua a non convincere e sinora, in diverse circostanze, ci ha messo lo zampino la dea bendata. Una piazza come quella partenopea esige punti, ma anche spettacolo, certo è che all’Angelini si dovrà ancora una volta badare al sodo; c’è la possibilità di far sprofondare i neroverdi – il club teatino pare che rimarrà nelle mani di Antonio Buccilli – sempre più impelagati nella lotta per non retrocedere, ma soprattutto di tenere a distanza la Reggiana e il Lanciano.
Gli emiliani vanno a far visita alla Samb. Per i rossoblù, dopo lo sconcertante – per la dinamica attraverso cui è maturato – tracollo di Benevento, si tratta dell’ultimissima chiamata utile in chiave play off, mentre i granata cercheranno di recuperare i due punti buttati contro l’Avellino, proprio allo scadere. La squadra di Giordano, la cui ultima affermazione esterna risale alla gara di Giulianova datata 23 gennaio, non hai mai vinto in riva all’Adriatico.
Probante anche l’impegno del Lanciano, di scena al Tursi di Martina Franca. Nonostante i biancazzurri abbiano rallentato il proprio cammino (tre pari di fila) dopo un inizio di girone di ritorno scoppiettante, sono imbattuti da sette turni e in Puglia non alzano bandiera bianca dallo scorso 7 novembre – Rimini corsaro. Il quadro delineato, unito alla condizione non certo sfavillante dei frentani, invita il team di Maurizio Pellegrino alla massima concentrazione.
Potrebbe approfittarne un Padova, 10 punti nelle ultime quattro partite, finalmente al completo dopo le innumerevoli defezioni che lo hanno falcidiato; i biancoscudati hanno pure ritrovato i gol dell’argentino Lagrotteria, dopo quattro mesi di assenza – il gaucho sarà senz’altro l’uomo in più per mister Ulivieri in questa parte finale di stagione – ma soprattutto quella continuità sinora sconosciuta. Battere la Spal (fatto curioso Lagrotteria si infortunò proprio nella gara di andata a Ferrara) significherebbe riagganciare definitivamente l’alta classifica. Una mano la da anche il calendario visto che a marzo i biancorossi giocheranno sempre in Veneto: all’Euganeo contro Spal, Avellino e Fermana, a Cittadella nel derby coi granata.
Stasera, nell’anticipo, battagliano Giulianova e Teramo, per il più sentito dei derby abruzzesi. Umori diametralmente opposti. Cuttone, all’esordio al Fadini, e l’intero ambiente giallorosso sono usciti rinfrancati dal campo di Lanciano, mentre i “diavoli? teramani, per ammissione dell’allenatore Zecchini, contro il Chieti hanno disputato la più brutta partita interna della stagione. Dopo il ritorno del tecnico precedentemente esonerato da Malavolta ed i confortanti risultati che avevano fatto sperare in un ritorno prepotente nei discorsi play off, Beretta e compagni paiono essersi smarriti: per ora il quinto posto è davvero un’utopia.
Chiudono il carnet dell’8a giornata del girone di ritorno due gare di medio-bassa classifica: Foggia-Sora e Vis Pesaro-Cittadella. Disperati i ciociari ed i marchigiani. I primi si riaffidano a Claudio Di Pucchio, sulla panchina bianconera dopo l’esonero di Capuano – ma non sarà facile far risultato allo Zaccheria, visto che la compagine di Morgia sembra avere trovato il passo giusto (sette punti nelle ultime tre esibizioni) – mentre i secondi debbono sperare in un mezzo miracolo per lasciare il fanalino di coda. Intanto i biancorossi hanno l’obbligo di liquidare la pratica Cittadella e non è poco visto che al Benelli non vincono dal 6 gennaio (1-0 al Foggia); i veneti d’altro canto hanno l’invitante occasione di sferrare un colpo da KO ad una diretta concorrente per la salvezza e conseguentemente di tirarsi fuori del tutto dalle basse sfere.

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