GROTTAMMARE – *In qualità di rappresentante di questo ente sento il dovere di fare chiarezza sugli aspetti puramente amministrativi che sembrano essere, almeno per quello che apprendo sulla stampa, all’origine della complessa vicenda personale innescatasi tra i signori Roberto Marconi e Elvio Mazzagufo, rispettivamente, consigliere comunale e marito della vice sindaco del Comune di Grottammare Cristina Costanzo.
La storia della concessione di pescaturismo (e non balneare come leggo da interventi sottoscritti da consiglieri comunali di opposizione) rilasciata al signor Elvio Mazzagufo è iniziata quasi tre anni fa. Più precisamente, nel settembre 2002, quando fu inserita nel Piano di Spiaggia comunale un’area apposita a sud del fiume Tesino con una votazione di consiglio comunale di 12 favorevoli e 3 astenuti. Nessun consigliere, quindi, dichiarò la propria contrarietà alla proposta. A seguito della creazione di questa concessione, fu emanato, nei primi mesi del 2003, regolare bando di assegnazione, al quale partecipò un solo concorrente.
Detto questo, restando fermamente dell’idea di non amplificare l’eco della vicenda, confermo la mia volontà di non intervenire nel merito di una discussione privata conclusasi con una piccola colluttazione, appunto perché non avevo e non ho elementi di giudizio per valutare come si sono svolti i fatti. Fatti, peraltro, raccontanti in maniera diversa dai due protagonisti, i quali, sempre da quanto apprendo dalla stampa, hanno ritenuto necessario ricorrere entrambi alle cure mediche del pronto soccorso. Però, di fronte agli strali incontrollati dei rappresentanti politici del centro-destra locale, mi viene spontaneo dire ‘da che pulpito arriva la predica!’. Le immagini dei pugni in Parlamento riprese in diretta nazionale tra deputati dello stesso schieramento politico sono ancora sotto i nostri occhi. Per quanto mi riguarda, noi siamo e resteremo un’amministrazione pacifista che ripudia ogni forma di violenza.
Rispetto alle accuse di amministrazione insensible e violenta che con molta libertà vengono rivolte a me e a questa amministrazione comunale, soprattutto dal senatore Amedeo Ciccanti, aggiungo che esistono forme di violenza ben peggiori di un’eventuale piccola colluttazione e il comunicato del sen. Ciccanti è un esempio di violenza politica intollerabile per un esponente delle istituzioni.
*Luigi Merli, Sindaco di Grottammare

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