SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ripulivano le casseforti di alcune ville dell’hinterland sambenedettese con un attrezzo utilizzato nell’edilizia per scardinare le superfici in cemento. Tre persone sono state individuate e arrestate per il reato di furto pluriaggravato continuato dal Reparto Aliquota del Nor della Compagnia dei Carabinieri di S.Benedetto nell’ambito dell’Operazione ‘Moletta’, che prende il nome proprio dall’attrezzo usato dai malviventi per compiere le imprese criminose.
Le indagini dei militari si sono concluse martedì scorso, quando i militari sono riusciti ad intercettare i tre componenti della banda in due diverse località del basso Lazio. In manette sono finiti tre giostrai di etnia nomade con numerosi precedenti penali: Gianni Espositi, 37 anni, Guido Fusser, 39 anni, e Ghemon Alasia, 25enne (attualmente agli arresti domiciliari). Nell’operazione risulta coinvolta anche una donna, convivente del più giovane componente del gruppo, denunciata in stato di libertà per favoreggiamento.
La gang sgominata aveva preso di mira alcune ville esclusive della nostra zona la scorsa estate, nelle due settimane a cavallo di Ferragosto, come ha spiegato questa mattina il tenente dei Carabinieri, Massimo Di Lena, nel corso di una conferenza stampa. “Si tratta di autentici professionisti del furto con scasso. La banda ha agito, a distanza di pochi giorni, ripulendo alcuni villini situati in zona S.Lucia a S.Benedetto, a Centobuchi e ad Acquaviva. La tecnica utilizzata era ben collaudata: una volta individuati gli obiettivi da colpire, studiavano dettagliatamente le abitudini quotidiane dei proprietari cercando d’individuare il momento opportuno per introdursi all’interno delle abitazioni. Accertata l’assenza dei proprietari, disattivavano il sistema d’allarme servendosi di bombolette contenenti poliuretano espanso, recidevano i collegamenti telefonici e quindi s’introducevano nelle case”. I militari non escludono che la banda avesse degli appoggi nella in zona.
La tecnica utilizzata era originale ed efficace: con la ‘moletta’ i malviventi riuscivano a scardinare letteralmente le casseforti. Complessivamente il bottino ricavato dai furti messi a segno nella nostra zona ha fruttato alla banda circa 60 mila euro, in preziosi, assegni bancari e denaro contante. I tre hanno fatto razzia anche di altri oggetti trovati all’interno delle abitazioni: tra questi alcuni computer portatili e macchine fotografiche digitali.
I militari sono riusciti ad individuare il gruppo criminale dopo una lunga e complessa attività investigativa: “Inizialmente non abbiamo rintracciato alcun nesso tra i furti – ha spiegato il Ten. Di Lena – poi degli indizi ci hanno portato sulla pista giusta. A trarre in inganno i malviventi sono state le riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso delle ville svaligiate e delle case vicine e, in particolare, un indizio comune a tutti i colpi effettuati, la presenza di una Fiat Stilo Grigio. In base a successivi riscontri abbiamo accertato che la vettura era di proprietà della convivente di uno dei malviventi. Grazie alla segnalazioni di altri comandi dell’arma siamo riusciti a risalire all’identità dei tre componenti della gang”. Dopo ben sei mesi d’indagini, martedì scorso il reparto Aliquota del Nor di S.Benedetto ha intercettato nel Lazio i tre autori dei furti; due sono stati individuati ad Aprilia, il terzo a Viterbo.
Il tenente Di Lena ha lodato, infine, l’attività dei militari impiegati nell’operazione: “Hanno agito con sagacia e tenacia. La conferma è arrivata anche da uno dei fermati, che al momento dell’arresto ha detto di non voler più metter piede a San Benedetto”.

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