NOME: Associazione Calcio Reggiana
ANNO DI FONDAZIONE: 1919
COLORI SOCIALI: maglia e calzoncini granata
CENNI STORICI: la “Regia? come qui a Reggio Emilia amano chiamare la squadra locale, ha alle spalle una storia calcistica di tutto rispetto. Appena tre (e sfortunate) apparizioni in serie A – nelle stagioni ’93-’94 (stagione in cui oltre alla salvezza ottiene due invidiabili record: minor numero di sconfitte interne, ovvero una, e di reti subite in casa, appena sei), ’94-’95 e ’96-’97 – ma molti anni di militanza nella serie cadetta ed in serie C: ben 68 stagioni, equamente divise. Quella appena iniziata è la sesta stagione di fila in terza serie, categoria dalla quale addirittura per ben due volte consecutive la Reggiana ha “tentato? di retrocedere: due affermazioni nei play out delle annate 2000-01 e 2001-02. Fatto curioso, in entrambe le circostanze l’avversario è stato l’Alzano.
A partire dall’attuale campionato i granata sono stati inseriti nel girone B, o divisione est, fate voi, additata dalla critica e dagli addetti ai lavori come una delle favorite del torneo. In virtù della posizione di alta classifica costantemente mantenuta dal team di Bruno Giordano a Reggio si sogna di rinverdire i fasti di metà anni Novanta, quando la Reggiana di Pippo Marchioro mandò in estasi la città emiliana conquistando per la prima volta la massima serie.
STADIO: “Giglio?. Si tratta dell’unico esempio di stadio appartenente al club che vi gioca e dunque fonte di reddito. L’impianto, costato 28 miliardi delle vecchie lire, bello e soprattutto sicuro risponde a qualsiasi tipo di esigenza funzionale e strutturale. E’ capiente per 29.546 posti e possiede ben due settori coperti, ovvero la tribuna ed i distinti e riserva agli ospiti la curva Banco Sport. Il settore occupato invece dagli ultras di casa è la curva sud, denominata curva centro commerciale l’Ariosto.
Lo stadio sorge nella immediata periferia della città (in piazza Atleti Azzurri d’Italia 1) e dista circa un chilometro dal Casello autostradale della A1; l’impianto è di proprietà della Mirabello 2000 (di cui la A.C. Reggiana S.p.A. è il maggior azionista) ed è gestito dalla A.C. Reggiana S.p.A.
Il “Giglio? è senz’altro lo stadio più bello, al limite compete il San Paolo che ha però una visuale ed una “vivibilità? della partita minori, dell’intera serie C. Abbina estetica e fruibilità dello spettacolo sul campo in modo davvero invidiabile. Costituisce senza dubbio un esempio che molte società nostrane farebbero bene a seguire ed è stato inaugurato nel ’95 – per la precisione l’11 novembre, in occasione della gara della Nazionale maggiore contro la Lituania – con il club granata appena giunto in serie A.
Nel torneo in corso, nonostante l’elevato bacino d’utenza ed il buon andamento dei granata, il pubblico del “Giglio? – 1.618 gli abbonati – ha solo la quarta media più numerosa del girone B, frutto dei 5.000 assidui frequentatori dell’impianto emiliano.
CITTA’: Reggio Emilia, città del tricolore, conta oltre 140.000 abitanti ed è un attivo centro industriale, agricolo e commerciale della regione. Piazza Rampolini è il nucleo culturale dove hanno sede il duomo, il Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo Vescovile e il Palazzo Comunale. Nei pressi del Teatro Municipale, in stile neoclassico, si trova il Parco del Popolo con il Monumento dei Concordi. Nelle vicinanze la Galleria Parmeggiani, dove sono raccolte numerose collezioni d’armi, oreficerie, cristalli e tessuti. In corso Garibaldi si trova la massiccia basilica della Madonna della Ghiaia, eretta alla fine del XVI sec. Tra i musei civici si segnalano il Museo della Storia Nazionale, il Museo Archeologico e il Museo della Resistenza.
TIFOSERIA: Dal 1974 al 1999 la storia del tifo reggiano si è identificato con gli Ultras Ghetto, gruppo portante nella curva sud del vecchio stadio Mirabello – andato in pensione nel ’95 e rimpiazzato dall’avveniristico Giglio. Dopo lo scioglimento del gruppo c’è stato un periodo di transizione in cui nel settore caldo del nuovo impianto stazionava lo striscione “Curva Sud?, il quale riuniva tutte le entità della stessa. Dei gruppi di spicco era comunque ancora in vita il Gruppo Vandelli che era nato nel cuore degli anni Ottanta come una specie di sezione degli UG e che prese il nome dall’allora presidente Giovanni Vandelli, giovane imprenditore del settore ceramico. Vandelli, come possiamo leggere sul sito internet del GV “rappresenta un modo di fare calcio ormai scomparso, dove la passione e l’amore per i propri colori erano ancora le cose più importanti, i calciatori erano bandiere e il dio denaro non aveva ancora seppellito ogni cosa travolgendo ogni valore?.
Nel ’99 poi vede la luce un gruppo che costituisce l’attuale spina dorsale della curva reggiana, ovvero le Teste Quadre, nome sotto il quale si sono riuniti i leader dei tre gruppi storici granata: Ultras Ghetto, Fedelissimi e Front. L’esordio dello striscione delle TQ è datato 15 agosto 1999 in occasione della partita di Coppa Italia tra Pescara e Reggiana, allo stadio Adriatico. Gruppo apolitico, le Teste Quadre hanno saputo riportare in “carreggiata? una curva allo sbando e che dopo i fasti della serie A a metà anni Novanta – ricordiamo i 4.000 al Delle Alpi contro la Juve o i 10.000 a San Siro, avversario il Milan, per la permanenza nella massima serie – era piombata in una sorta di “depressione sportiva? a causa della doppia retrocessione dalla B alla C.
Le TQ insieme a Gruppo Alcolico e Gruppo Vandelli attualmente sono le entità di maggior rilievo all’interno della Sud dello stadio Giglio.
Chiudiamo col consueto capitolo dedicato a gemellaggi e rivalità. Rapporti fraterni con Carrara, Pisa, Vicenza e Cremona; amicizie con i genoani; rivalità accesissime con Parma (la più sentita), Modena, Cesena e La Spezia.

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