*Per dare seguito a quanto ho dichiarato nel mio precedente articolo, desidero sottoporre alla attenzione di chi può esserne interessato alcune mie considerazioni sulla proposta del Piano Regolatore, convinto che un atto politico così importante meriti un forte approfondimento per il bene futuro della città, oltre che delle aspettative di quanti vi vivono.
Per entrare nel merito dell’elaborato, guardandolo con l’occhio di chi è interessato più allo sviluppo complessivo della città che ai colori dei francobolli che lo compongono, devo osservare che :
– Manca di definizione e concretezza il percorso della bretella collinare che, partendo dalla rotatoria sulla SS16, deve arrivare fino alla zona Ponterotto, per poi diventare circonvallazione con l’eventuale prosieguo fino al casello di Grottammare;
– Manca di definizione l’eliminazione del passaggio a livello sulla SS16, che è solo indicato – senza una valutazione dei riflessi sulla viabilità dell’area – così come manca tutta l’ossatura portante per lo sviluppo della mobilità di tutta la zona industriale, artigianale, direzionale e commerciale ricadente su via Piave e su via Pasubio;
– Manca un progetto di viabilità tra Nord-Sud e Est-Ovest che, attraverso circuiti urbani ad anello, si può realizzare con il proseguimento di viale De Gasperi verso Sud attraverso l’area Brancadoro fino ad intercettare il quartiere Ragnola e il collegamento di via Piemonte con via dello Sport;
– Va approfondito il collegamento intermodale tra il porto e le principali strutture viarie (bretella e autostrada), ferroviarie e di trasporto pubblico collettivo;
– Non sembra sia stato pienamente recepito il piano sosta approvato con delibera della giunta Municipale;
– Il verde, pur rispondendo ai requisiti dimensionali, sembra collocato irrazionalmente sul territorio e in forte contraddizione con l’esistente (scompaiono addirittura delle strade!) e con le logiche dello sviluppo e della vivibilità: in questo va seriamente valutato il ruolo della cosiddetta “cintura verde” e dello sviluppo della collina;
– La strategia di uno sviluppo turistico congressuale e ricettivo della città sembra abbandonato: basta guardare come sono state destinate le aree circostanti il Palacongressi oltre la complessiva impostazione della città, così come non si intravede un possibile centro fieristico nell’area del centro Agroalimentare;
– Non vi è collegamento fra il sistema delle piazze: per esempio non c’è una chiara strategia che leghi piazza Garibaldi con piazza San Giovanni Battista e l’area della stazione ferroviaria, ove si potrebbe realizzare un grande parcheggio interrato in centro città, nonché uno spazio per grandi eventi in grado di valorizzare la parte Nord del centro e migliorarne la qualità di vita con la diminuzione del traffico e delle auto parcheggiate in superficie;
– Il torrente Albula, che con il suo alveo incide profondamente nell’estetica e nella funzionalità della città, non può vedere l’attenzione ad esso dedicata ridotta alla sola definizione di un comparto e di tre ponti attrezzati. A tal proposito ritengo che debba essere avviato uno studio approfondito e specialistico per conoscere a fondo il suo regime idraulico, onde poter progettare, in piena sicurezza, il suo ruolo urbanistico attraverso la sua riqualificazione e integrazione nel tessuto cittadino.
Credo che ce ne sia abbastanza per aprire un serio dibattito di approfondimento.

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