GROTTAMMARE – *Visto il clamore che ha suscitato l’episodio di lunedì scorso in merito al quale tutti, tranne il sottoscritto, si sono sentiti in diritto di dire la propria, qualcuno stravolgendo i fatti, ritengo di dover precisare quanto segue.
Stavo tornando a casa, intorno alle 17:00 di lunedì 28 febbraio, quando giunto nei pressi della mia abitazione ho scorto il sig. Mazzagufo che la stava osservando con l’evidente atteggiamento di chi cerca di rilevare la presenza di qualcuno. Poiché il consigliere Rossi mi aveva comunicato che il sig. Mazzagufo, nella mattinata, gli aveva dichiarato con toni intimidatori la volontà di chiederci la ragione delle sue illazioni, ne ho dedotto che stesse cercando me, così ho fermato la macchina, sono sceso restando appoggiato allo sportello aperto e ho chiesto allo stesso se mi stesse cercando. Il sig. Mazzagufo ha esordito accusandomi di essere, unitamente agli altri dell’opposizione, l’autore delle scritte, lasciate sul corso di Grottammare e sull’insegna di inizio lavori dello stabilimento, oggetto della questione.
Gli ho risposto che non era vero e che io non esprimo i miei pensieri lasciando scritte anonime ma lo faccio attraverso comunicazioni che sottoscrivo sempre. Gli ho chiarito, altresì, che se non era convinto delle mie parole era bene che si rivolgesse all’Autorità Giudiziaria denunciando questa sua convinzione.
All’improvviso sono stato, inaspettatamente, colpito al viso, sono rimasto tramortito principalmente dai colpi ricevuti e secondariamente dal tipo di reazione, resa tanto più grave dal fatto che, in vita mia, non sono mai arrivato alle mani né mai sono stato colpito. Ho quindi chiesto l’intervento dei Carabinieri.
A quel punto, visto che si era riunito un folto gruppo di persone, sentendomi ancora stordito e dolorante per i colpi ricevuti, desiderando soltanto di ricevere le appropriate cure e di porre fine a quella situazione, avendo ascoltato le argomentazioni del mio aggressore e di sua moglie relative alla loro esasperazione circa questa storia, non essendo la mia una natura vendicativa, tutt’altro, ho acconsentito alla stretta di mano che mi veniva proposta dal sig. Mazzagufo confidando che, in ogni caso, fosse stato chiarito quanto più mi premeva cioè che io non sono stato né sarò mai autore né istigatore (nonostante quello che mi ha espresso il Vicesindaco in quella occasione) di scritte anonime in quanto contrasta con il mio senso di dignità personale.
Al Pronto Soccorso, ove mi sono recato, tacendo il nome del mio aggressore, ho ricevuto una prognosi di sette giorni. Il sig. Mazzagufo che mi aveva seguito, mi ha accusato in quella sede di essere sleale. Lesioni personali che richiedono una prognosi di sette giorni valgono di per sé a dire il senso della forza lesiva dei colpi subiti e della necessità di cure. Non certe aveva motivo di recarsi lo stesso Mazzagufo, in serata, al Pronto Soccorso non essendo da me stato neppure sfiorato.
Lascio a chi legge la valutazione circa chi abbia, nel caso, adottato un comportamento sleale (Forse per insinuare una colluttazione che non c’è stata? Magari consigliato da qualche legale?).
Ringrazio i numerosi cittadini di Grottammare che mi hanno espresso la loro solidarietà e dil loro appoggio (non mettendo minimamente in dubbio, conoscendomi, i fatti accaduti).
Da ultimo esprimo la mia profonda amarezza per questo modo di fare politica e per l’uso distorto che è stato fatto della vicenda.
*Roberto Marconi, consigliere comunale UDC

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