*ll PRG è finalmente venuto alla luce con tutte le sue macchioline colorate e la città ha iniziato ad accompagnare i colori con un rumoreggiare di commenti e considerazioni da cui non posso esimermi neanche io, visto che ho un ruolo politico e che sono nato e vivo a San Benedetto.
Il piano regolatore, che io sappia, ha la funzione di organizzare e programmare un assetto razionale e ragionevole del territorio, con l’obiettivo di accrescerne lo sviluppo economico e sociale, valorizzandone le potenzialità e aumentando la qualità della vita dei cittadini nell’ambito urbano. Ovviamente per progettare una città è necessario comprenderne la vocazione economico-sociale e le conseguenti necessità infrastrutturali, che di solito sono la facilità di accesso e mobilità al suo interno con tutto ciò che ne consegue.
Un buon esempio, negli anni passati, si è avuto grazie all’impostazione urbanistica proposta e realizzata dall’ing. Onorati che da persona illuminata, quale era, ha consentito alla nostra città di avere un’immagine turistica che lungo la costa Adriatica ben poche altre città possono vantare.
Francamente ho qualche perplessità a riconoscere quelle qualità progettuali all’opera del prof. Bellagamba, soprattutto mi è difficile trarne l’idea della città che si vuole realizzare. Ma raccogliendo quanto dice il sindaco, ora che tutti possono prendere visione del “Piano aperto?, può iniziare un percorso che costruttivamente deve portare a rivedere tutto ciò che non va, per trovare una condivisione negli obiettivi economici, sociali e infrastrutturali che questa maggioranza vuole raggiungere attraverso una politica di consenso che sia coerente con i valori e i principi che la animano.
La libertà da imposizioni coercitive che a volte si nascondono dietro criteri apparentemente innovativi, il rispetto dei diritti edificatori acquisiti, che devono essere ritrattati solo nel caso di opere fondamentali per l’interesse e lo sviluppo della collettività, il principio di sussidiarietà che deve valorizzare le istanze dei soggetti presenti sul territorio (associazioni, imprenditori, singoli cittadini…) e l’integrazione tra pubblico e privato sono alcuni di quei principi e metodi a cui bisogna attenersi per rispondere alle esigenze di quanti più possibile.
Nello spirito di dare un mio contributo, al dibattito in corso sul PRG, mi ripropongo di intervenire successivamente a questo mio articolo sollevando alcuni specifici argomenti che hanno colpito la mia attenzione e sui quali credo sia necessario un approfondimento. Ritengo infatti che un buon piano regolatore per avere la velocità di una “Bellagamba? tecnica, debba avere l’apporto di una “bellamano? politica.
*Gianluigi Scaltritti deputato di Forza Italia

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