SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Zero sorprese nella 24esima giornata – la 7a del girone di ritorno – della divisione est di terza serie, se non per diversi ribaltamenti di risultato e gol al fotofinish su tre campi. Poco spettacolo, ma tanto agonismo nel corso di questo ennesimo infuocato atto della C; difficile che potesse essere altrimenti visto il freddo, la neve, i conseguenti campi pesanti e le preoccupazioni legate alla classifica che cominciano a farsi primarie. Quattro pareggi (ben due gli 0-0), due vittorie esterne e due interne; il match del Benelli di Pesaro invece – il derby tra la Vis e la capolista Rimini – rinviato per neve.
Agganciati, i romagnoli, dall’Avellino che al minuto numero 93 trova il gol del pari sul campo della Reggiana: il rigore del difensore Moretti, alla quinta rete stagionale, vale oro e significa, in attesa del recupero del derby tra Rimini e Vis (il prossimo 2 aprile?), il momentaneo primo posto, seppure in coabitazione con la banda di Leo Acori. Una partita, quella del Giglio, che gli irpini rimettono in piedi alla fine, e seppure il pareggio può sembrare sostanzialmente giusto, i padroni di casa si mordono le mani per aver gettato alle ortiche due punti, ad un soffio dal traguardo. L’Avellino però – il dato deve far riflettere – non è nuovo a simili imprese: si tratta infatti della quinta volta che i biancoverdi realizzano una segnatura al di là del 90°. Interrotta la striscia di vittorie consecutive che durava da sei giornate.
Il Napoli contro la Spal ipoteca il gol di Sosa – arriva ad appena una decina di minuti dal fischio finale – e scavalca in classifica proprio la Reggiana. La terza poltrona della graduatoria del girone B si materializza dopo una gara piatta nel primo tempo (sonori i fischi del San Paolo) ed assai emozionante nella ripresa: due rigori falliti, uno per parte, una traversa dello spallino Selva e la rete “tana libera tutti? dell’attaccante argentino. Immeritata la sconfitta per i ferraresi, prezioso d’altro canto il successo dei partenopei – quarta vittoria su cinque per Reja – che consolidano il piazzamento play off, in attesa di due delicate trasferte di fila (Chieti e Benevento).
Mezzo paso falso del Lanciano, bloccato al Biondi dal Giulianova. Debutto positivo – anche se il punto non serve granché alla classifica dei giallorossi, sempre quart’ultimi – per Agatino Cuttone che assiste ad un gara prima contratta e poi più coraggiosa da parte dei suoi. I frentani, solo un lampo in 90 minuti, vale a dire la traversa timbrata da capitan Nassi, buttano nel cestino l’opportunità di conquistare posizioni in graduatoria. Inutile nasconderlo: il girone di ritorno della compagine di Pellegrino è assolutamente in chiaroscuro.
Vacilla intanto il quinto posto, alla luce dell’exploit del Padova di Renzo Ulivieri che ribalta, al Tomei di Sora, una gara messasi male dopo appena tre minuti, in virtù della rete del solito Magliocco. I biancoscudati, che non vincevano lontano dall’Euganeo dallo scorso 31 ottobre (a Ferrara), sbancano l’impianto ciociaro grazie alle reti di Lagrotteria, tornato al gol dopo una lunga assenza, e Mariniello. Sora sempre più penultimo. Tradotto: la salvezza passerà quasi certamente per la roulette degli spareggi.
Partita molto simile quella del Santa Colomba dopo i sanniti, in sette minuti – dall’87° al 94° – passano dallo sconforto per l’ennesima debacle, alla gioia per tre punti sino a quel momento assolutamente insperati. Fa tutto la Samb che dopo una manciata di minuti dal fischio d’apertura si porta in vantaggio con Leon – quarto gol in rossoblù per l’honduregno – nella ripresa spreca almeno quattro invitanti occasioni per il raddoppio e poi si fa raggiungere e superare da Molino e soci, dando un calcio alla possibilità di reinserirsi nei discorsi di alta classifica. Settimo punto in tre incontri per il Benevento targato Sergio.
Stenta anche il Teramo che dopo un invidiabile “filotto? di vittorie consecutive, va in bianco da cinque domeniche. Il secondo derby abruzzese della giornata, contro il Chieti, non regala emozioni particolari, se non per la doppia invasione di campo da parte delle due fazioni ultras. Per il resto la noia la fa da padrona. Gli unici sussulti? Le due reti; quella biancorossa è firmata dal colored Taua, alla prima marcatura stagionale dopo una lunghissima assenza dai campi di gioco. Il Chieti d’altro canto ossigena un poco la classifica e se non altro il punto del Comunale è utile a tirare su di morale un gruppo che in queste settimane ha sentito parlare più delle questioni societarie – la paventata cessione del sodalizio neroverde all’imprenditore bresciano Berardi – che non di temi strettamente sportivi.
Sesta sconfitta interna per la Fermana – un punto in tre incontri – che si fa seppellire di gol (quattro) da un Foggia in crescita. I pugliesi si tirano fuori dagli impacci di classifica, mentre i canarini tornano a convivere con l’incubo play out. Nelle ultime stagioni la squadra di Battaglioni pare abbonata ad un finale di campionato già scritto, quello fatto di stenti e sofferenze. Da dimenticare in fretta il pomeriggio del Bruno Recchioni.
Non si fanno male Cittadella e Martina che pure le provano tutte pur di superarsi. Due legni per i veneti, almeno tre ghiotte palle gol per gli ospiti, ma il risultato non si schioda. Settimo risultato utile di fila per Sauro Trillini, un punto sopra alla zona spareggi, che tiene a distanza gli uomini di Maran, ai quali non riesce di bissare il fondamentale successo di Chieti di una settimana fa.

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