CUPRA MARITTIMA – Quando nasce il Centro Culturale “Jacques Maritain??
Il CM nasce intorno agli anni ‘70, con la biblioteca, ed è da quest’esperienza che è nata la voglia di raccogliere soprattutto materiale cinematografico, filosofico e psicologico, insomma di portare avanti un approfondimento culturale.
Quali finalità cerca di raggiungere il Maritain con la sua attività?
Siamo circondati dai media, da internet ai manifesti pubblicitari, alla televisione, e spesso non abbiamo gli strumenti per potere discernere o capire le immagini, osserviamo con superficialità. Dobbiamo imparare a vedere dentro le immagini, essere un po’ più svegli, starci con una consapevolezza diversa.
Vogliamo andare a monte e dire ‘c’è questo questo e quest’altro, l’immagine viene fuori da questo modo di assemblare le immagini, la musica è usata per questo motivo ma può essere usata per un altro motivo etc’.
Perché il centro è stato intitolato a Jacques Maritain?
Jacques Maritain era un filosofo che ha letto tutta la filosofia in senso cristiano, ed è questo lo spirito del CM, vedere tutto con un’ispirazione cristiana che però non deve avere paura ma neppure escludere nulla o nessuno. Crediamo in una Chiesa attenta che veda dove agire.
Tra le attività del centro c’è la gestione della Sala della Comunità, quali sono i programmi per questa?Il CM ha alla base quest’ispirazione cristiana. La sala della comunità rientra perfettamente in quest’azione, nel concreto è una struttura: un cinema, una platea, delle persone che ci lavorano intorno, che fanno di questa struttura qualcosa di cui possono usufruire tutti in vario modo, come formazione, come espressione di se stessi, come conoscenza d’arti nuove, come punto dove è possibile cogliere spunti e conoscenze.
In questo periodo sta svolgendosi il secondo corso sul linguaggio cinematografico, quali differenze ci sono dallo scorso anno?Il corso di quest’anno dà meno pacchetti preconfezionati, l’anno scorso si davano delle linee molto precise, tecniche, ed era forse anche più amato perché ti dava delle certezze. Il salto di qualità di quest’anno sta qui, nell’avere trovato un docente che riesce a fare conoscere guardando, lui parla e ti spiega ma senza dare mai delle regole, lasciando molto spazio al giudizio personale.
Come è nata la collaborazione con il docente del corso, Paolo De Bernardin?
Sul tavolo della Galleria Marconi, si parlava di Paolo De Bernardin, come di una persona competente e a cui sarebbe piaciuto fare qualcosa per Cupra, ed è nata l’idea di tentare questa collaborazione, poi quando Paolo è venuto fuori con questo corso ci ha davvero spiazzato tutti.
È una persona eccezionale che sa trasmettere le sue conoscenze senza mai prevaricare, ascolta quello che dicono gli altri, ed è sempre molto attento ad ogni suggerimento.
Quali sono i progetti per il futuro?
In futuro per la Sala della Comunità vorremmo avere idee belle, vincenti, nuove, che partano delle esigenze delle persone.
Il linguaggio cinematografico chiaramente va approfondito. Mi piacerebbe fare qualcosa che coinvolgesse i ragazzi ad agire dietro la macchina da presa, fare un corto, magari.
Inoltre sempre con Paolo De Bernardin vorremmo fare delle serate d’ascolto musicale.

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