SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Siamo felici che questo spazio on-line stia stimolando l’analisi sui referendum sulla procreazione assistita. Dopo aver, nello spazio di pochi giorni, ricevuto tre pareri differenziati (dai centristi Marco Lorenzetti e Gabriella Ceneri e di Democratici di Sinistra), proponiamo di seguito i commenti di un nostro attento lettore, Luigi Orlandi.
Crediamo, da elettori noi stessi, che qualsiasi ulteriore approfondimento sul tema sia doveroso da parte degli schieramenti politici. Approfondimento che dovrebbe riguardare il merito dei quesiti referendari, che questa volta toccano argomenti di assoluta importanza (l’origine della vita, i limiti della scienza) e che non possono essere delegati dai cittadini a scelte verticistiche (leggi: i segretari nazionali dei partiti). Pubblicheremo dunque con piacere ulteriori interventi sull’argomento.
Commento di Luigi Orlandi all’articolo “Il non voto è il voto che più conta” dell’Assessore Marco Lorenzetti:
Credo, che per salvaguardare dell’istituto del Referendum Popolare si debba chiedere maggiore attenzione a chi istituzionalmente è indicato nel dover ritenere ammissibile un referendum. Attaccare i metodi e i sistemi con i quali ciò avviene potrebbe essere non indicato ad un partito per sua scelta moderato e democratico. Quello che invece mi lascia stupito è che si chieda un non voto su un tema così importante e chiedere che la decisione sia presa non perché una maggioranza convinta abbia espresso una propria volontà ma perché un insieme di disattenti o disinteressati o convinti abbia preferito tacere invece che esprimere un proprio pensiero, un’accozzaglia non rappresentativa e un’eventuale vittoria poco edificante. Sarebbe interessante, credo, che chi inserisce all’interno del proprio simbolo e richiama espressamente nel proprio nome alti valori si fosse mobilitato per convincere e esprimere chiaramente il perché di una scelta invece che un’altra e cercare di promuovere la conoscenza invece che l’indifferenza. “CHI VOLETE CHE IO LIBERI? allora gli astenuti non vinsero.
Commento scritto da Luigi Orlandi all’articolo “La risposta dei DS a Marco Lorenzetti
Il problema di fondo che divide le due principali scuole di pensiero sull’argomento nasce dalla diversa concezione della vita, e in quale preciso momento essa sia tale e quali sono le caratteristiche fondamentali per chiamarla tale. Dove l’autodeterminazione di una persona trova il suo limite e dove la ricerca della propria felicità sia a carico di chi o di che cosa, bisognerebbe, tutti, chiedere una maggiore più approfondita conoscenza del problema e far sì che tutti giungano alla loro decisione avendo a disposizione e ben chiare le motivazioni dei SI e dei NO non per partito preso ma, visto che tale è, per coscienza presa del problema. La vita resta un valore e non credo sia possibile o vergognarsi di ritenerlo tale e su questi problemi e valori che rimane e rimarrà la divisione comunque lasciando ad ognuno il proprio libero arbitrio ma difendendo una vita o la vita nella sua molteplicità e sfumature quando essa non è in grado di farlo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 668 volte, 1 oggi)