Il Gruppo Esperantista Marchigiano, insieme al movimento esperantista mondiale, partecipa anche quest’anno alla celebrazione della Giornata internazionale della lingua materna, sotto la guida dell’Unesco, che per il 2005 richiama l’attenzione sulla scrittura Braille e sui linguaggi dei segni dei sordomuti.
Anche queste forme di comunicazione sono espressione di gruppi particolari, finora trascurati, come lo sono molte lingue che non appartengono a categorie
economicamente o politicamente potenti.
“Noi riaffermiamo” afferma Marco Menghini, Presidente degli esperantisti marchigiani, “che una politica di comunicazione e di sviluppo la quale sia indifferente o, spesso persino ostile, alle
lingue locali, condanna ad un’ingiusta prematura e violenta scomparsa la maggioranza delle lingue del mondo e delle culture ad esse collegate”.

Gli esperantisti marchigiani si appellano al governo regionale, e ad ogni singola persona, affinché seguano le raccomandazioni delle Nazioni Unite dell’Unesco e dei più prestigiosi pensatori, che hanno riconosciuto non essere possibile alcuna autentica educazione, se essa avviene in una lingua straniera, come asserì lo stesso Gandhi.
“La lingua internazionale esperanto” ha sottolineato Menghini, “è destinata esclusivamente alle relazioni internazionali per comunicare in modo paritetico, senza minimamente imporre ad altri la propria concezione del mondo. Come tale, essa tutela la conservazione delle lingue materne a cui non intende affatto sostituirsi com’è invece accaduto, e tuttora accade, con le lingue nazionali, uando sono usate nei rapporti internazionali”.
Pertanto, gli esperantisti marchigiani festeggiano, insieme con l’Unesco, la Giornata internazionale della lingua materna, che deve essere anche occasione per celebrare la pari dignità e l’identico valore di tutte le lingue e di ogni cultura, e la comunicazione internazionale su un piano di parità e di rispetto reciproci.

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