SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla presenza di un folto pubblico, di molti personaggi della politica locale e di numerosi giornalisti Antonella Roncarolo ha presentato “Ismaele”, suo ultimo libro. Prendendo spunto da “Moby Dick” di Herman Melville, la scrittrice immagina e descrive il futuro e la vita della balena dopo aver ucciso il capitano Achab. Cosa fa Moby Dick senza l’oggetto del proprio odio? Da questa riflessione comincia il racconto dell’autrice, che in “Ismaele” viene integrato da un testo omaggio di Lucilio Santoni e dalla prefazione di Francesco Scarabicchi.
I due hanno preso parte, insieme alla Roncarolo, alla presentazione del libro, che è stata accompagnata dagli interventi musicali di Lito Fontana al trombone e di Federico Paci al clarinetto. Sulle note dei due musicisti la scrittrice sambenedettese ha letto alcuni dei passi più significativi del suo racconto.
Appassionato il commento di Lucilio Santoni, che ha sottolineato come “Ismaele” rappresenti la conversione di “Mody Dick” da racconto d’odio a racconto d’amore, così come quello di Francesco Scarabicchi, che ha definito lo scritto della Roncarolo “un tentativo ambizioso di dare un seguito alla storia della balena”.
All’appuntamento, che si è svolto alla Stamperia della Arancio di Riccardo Lupo, non poteva mancare l’apporto scenografico fornito dagli splendidi dipinti di Cesare D’Antonio, i cui lavori hanno arricchito il contenuto artistico di “Ismaele”.

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