MONSAMPOLO DEL TRONTO – *Dopo una trattativa lunga e complicata iniziata il 16 settembre 2004 e la successiva apertura di una procedura di mobilità per 87 lavoratori che si è conclusa con un mancato accordo, mentre la RSU aziendale e le organizzazioni sindacali provinciali erano in attesa della convocazione da parte della Regione Marche – ultimo spazio per verificare e ricercare una possibile soluzione – il Conad Adriatico cambia strategia.
Oggi, infatti, è stato comunicato dall’azienda il ritiro della procedura di mobilità in discussione e l’apertura di una nuova procedura di mobilità per tutti i 125 dipendenti dei magazzini (Monsampolo, Monteprandone, Porto d’Ascoli) dovuta al “verificarsi di nuove determinazioni imprenditoriali?.
Un cambio di percorso sconcertante, inaccettabile e dannoso, utile solo ad alzare il tono dello scontro ed indebolire i margini di ricerca di una soluzione.
Con questa scelta l’azienda ha di fatto rimesso in discussione, anzi cancellato, anche quei punti considerati di avvicinamento con le nostre posizioni come il mantenimento della gestione diretta almeno nel magazzino di Monsampolo.
Andremo a conoscere il merito di questo cambiamento, per capire cosa è avvenuto di così rilevante, dall’ultimo incontro sindacale del 26 gennaio, per decidere di comunicare come inevitabile e normale l’esubero di 125 lavoratori. Ad oggi, da questa comunicazione raccogliamo un primo messaggio cioè che mesi di discussione vengono buttati nel cestino, come le attese dei lavoratori.
Ancora una volta, l’azienda decide e comunica seguendo solo una logica, quella degli interessi superiori del mercato, abbandonando la responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori e del territorio e senza dare più di tanto peso alla condivisione delle scelte con gli stessi lavoratori e con le organizzazioni sindacali.
Sin dall’inizio, come organizzazioni sindacali non abbiamo condiviso le scelte e il progetto di riorganizzazione dell’azienda, posizione che abbiamo ripetuto anche al tavolo convocato dalla Provincia di Ascoli Piceno ma, responsabilmente, abbiamo svolto al trattativa con la volontà di ricercare delle soluzioni con e per i lavoratori, cosa che continueremo a fare utilizzando anche tutte le forme di mobilitazione necessarie.
*Le segreterie provinciali FILCAMS-CGIL e FISASCAT-CISL.

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