Lutto e ricordi. Omar Sivori (calciatore argentino notissimo in Italia ed in tutto il mondo), spentosi oggi a soli 69 anni, è stato uno dei rarissimi giocatori amati da tutti. La sua imprevedibilità di gioco ma anche di carattere era apprezzata indipendemente dal tifo. A parte una naturale tristezza per la scomparsa prematura, il ricordo di Sivori, come del resto quello di Charles, mi inorgoglisce perchè mi riporta ai tempi in cui la Samb non era una semplice squadra di calcio, come potrebbe… sembrare oggi, ma un mito per tutta l’Italia. Le sensazioni che provammo in quei tempi sono ora indescrivibili per chi ha meno di 50 anni. Negli anni sessanta i calciatori di serie A erano miti dei quali potevamo soltanto ascoltarne le gesta, vedere all’opera dal vivo certi campioni era una specie di sogno della vita. Nel litorale adriatico da Bari a Venezia, San Benedetto del Tronto era l’unica città titolare di una squadra di serie A o B. Allora viaggiare non era così facile come oggi. I bianconeri arrivarono in formazione tipo (mancava solo Boniperti che aveva fatto momentaneamente posto a Nicolè, l’astro nascente) e l’avvenimento calamitò tifosi da almeno tre regioni che la Samb ha rappresentato da sola in un periodo che è stato forse il più spettacolare del calcio italiano. Erano tutti in Italia i campioni più celebrati del mondo. La Juve arrivò quel mercoledì di gennaio al ‘Ballarin’, non da Torino ma da Bari dove aveva conquistato una vittoria di campionato fondamentale. Diede infatti il là ad una delle più clamorose rimonte del torneo maggiore. Se ricordo bene a danno della mia seconda squadra, l’Inter. Quando oggi ho saputo della scomparsa del campione argentino, un pensiero (sicuramente un po’ stupido, non lo nego) ha attenuato la ‘rabbia’ di aver visto, per diversi anni, tanti campionissimi giocare allo stadio ‘Cino e Lillo Del Duca’ di Ascoli Piceno: per i fuoriclasse italiani e stranieri che hanno militato in serie A nel decennio 1955-1965, il calcio di Abruzzo, Marche e Umbria era rappresentato da un solo nome: SAMB.

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