SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E arrivò il giorno dell’Avellino. I biancoverdi, nella 23esima giornata – la sesta del girone di ritorno (17 i gol realizzati, una sola affermazione esterna, tre pareggi e cinque vittorie casalinghe) – battono 2-0 il Napoli, infliggendo il primo dispiacere a Edi Reja, sinora imbattuto alla guida dei partenopei, e lanciano un chiaro segnale alla capolista Rimini ed al campionato: i giochi si riaprono, i tre punti che adesso dividono le due battistrada indicano appena lo spazio di una vittoria.
Gli uomini di Cuccureddu vincono alla solita maniera (è il nono successo in undici incontri al Partenio), vale a dire con il cinismo e la concretezza che ormai sono divenuti una sorta di marchio di fabbrica degli irpini: su un campo infame Rastelli e soci fanno loro il match nell’ultimo quarto d’ora utile sgonfiando di molto le ambizioni del Napoli che, se non lo avessero ancora capito, in questo girone di terza serie assai ostico, dovranno faticare non poco per guadagnarsi il sospirato piazzamento play off. Detto questo, Reja ha delle attenuanti: le assenze di Montervino e Consonni ed i molti effettivi a mezzo servizio a causa dell’influenza.
Mastica amaro il Rimini che viene fermato al Neri dalla “bestia nera? Lanciano. I frentani nei due incontri al cospetto dei romagnoli hanno infatti raccolto ben quattro dei sei punti a disposizione. Ieri pomeriggio la truppa di Leo Acori ha sprecato un’interminabile serie di occasioni da gol permettendo agli ospiti di portare a casa – grazie alla diciottesima marcatura stagionale di Andrea Soncin – un preziosissimo pari che li tiene agganciati all’ultimo posto utile per gli spareggi (a quota 36 insieme al Napoli).
La Reggiana mette la freccia ed effettua il controsorpasso ai danni dei partenopei che appena una settimana fa li avevano battuti al San Paolo; i granata si riappropriano del terzo posto in graduatoria battendo, a fatica, un Teramo che dopo aver caparbiamente raggiunto il pari rovina la sua domenica emiliana incassando in soli due minuti altrettanti reti. Per gli abruzzesi si tratta della seconda battuta d’arresto consecutiva dopo le sette gare utili collezionate in precedenza. Addio sogni ambiziosi?
Salgono ancora Sambenedettese e Padova. I marchigiani inanellano per la prima volta da inizio torneo il secondo successo di fila ai danni di un Cittadella che al contrario perde lontano dal Tombolato dopo due mesi e mezzo (l’ultima volta a Rimini, il 28 novembre scorso). Ci pensa il solito Leon – terza realizzazione in rossoblù per l’honduregno – con un rigore che permette alla squadra di Ballardini di venire a capo di un match piuttosto equilibrato e difficile.
Terzo risultato utile per il Padova che accorcia le distanze dalla zona play off, ora a quattro punti. I biancoscudati relegano il fanalino di coda Vis Pesaro con un perentorio 3-0 – per i biancorossi si tratta della quarta disfatta in cinque incontri – e sembrano aver finalmente imboccato quella via della continuità ultimamene sconosciuta. Per quanto concerne il sodalizio pesarese di questo passo sarà davvero difficile lasciare l’ultimo posto e non si capisce, almeno per ora, quale potrebbe essere la chiave di volta di una stagione nerissima (anche ieri l’avanti Di Domenico è dovuto uscire anzitempo dal campo per un infortunio).
Bene la Spal, che pur giocando la più brutta partita interna della stagione, batte con il minimo scarto la Fermana. Gli estensi pongono fine alla serie negativa che voleva due pareggi ed altrettante sconfitte maturate nell’ultimo mese, mentre i canarini incassano la seconda sconfitta nel girone di ritorno (la prima quella del 9 gennaio scorso al Recchioni contro il Teramo).
Primo “hurrà? della gestione Morgia per il Foggia. In dieci uomini i satanelli difendono il pallonetto di Mounard che consente loro di sbancare il Fadini e gettare nell’occhio del ciclone la società giallorossa ed il tecnico Gentilini: feroce dopo il 90° la contestazione della tifoseria di casa nei loro confronti. Gara priva di emozioni, l’unico episodio degno di nota è l’affermazione dell’allenatore degli abruzzesi che negli spogliatoi ammette candidamente di sentirsi in bilico: come dargli torto dopo che la sua squadra nelle due sfide casalinghe consecutive, tra l’altro al cospetto di due dirette concorrenti per non retrocedere, ha raccolto un solo punto?
Non se la passa meglio il Chieti – i tre punti nell’Abruzzo colorato di neroverde mancano da due mesi – che all’Angelini inforca gli occhiali contro il Benevento. I quattro legni collezionati dai padroni di casa sono lo specchio dell’endemico problema del gol cui i pur generosi Di Vito e Guariniello non riescono a far fronte – quello teatino continua a fregiarsi del poco invidiabile record di attacco meno prolifico della divisione est. Peri sanniti, guidati in panchina dal diesse Raffale Sergio, il quarto punto in due gare equivale ad una posizione di classifica più tranquilla.
Lo stesso non può dirsi per il Sora che nonostante un pari d’oro ottenuto a Martina Franca, mantiene inalterato il penultimo posto. Si allunga la striscia positiva per gli uomini di Trillini (a quota dieci) che tutto sommato, in virtù dell’assenza di Cardascio e di un Da Silva arruolato solo nella ripresa, possono accontentarsi: salgono a due le distanze dal Giulianova, quint’ultimo.
Infine segnaliamo che la 24esima giornata nel girone B si disputerà tra due settimane, in virtù della sosta in programma per domenica prossima; tra sei giorni sono invece previsti i tre recuperi del 21esimo turno, ovvero Chieti-Cittadella, Avellino-Foggia e Teramo-Rimini.

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