SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un recente articolo sul campionato di Serie D di calcio a 5 (clicca qui per leggerlo con i commenti dei nostri lettori) ha scatenato una serie di commenti sulla opportuna partecipazione o meno di una formazione cadetta ad un campionato.
Ma facciamo un passo indietro: la A.S. Riviera della Palme, formazione che milita in Serie C1, quest’anno, in un ottica di espansione e crescita, ha pensato di creare una formazione cadetta (in parole semplici…una seconda squadra, militante nella categoria più bassa esistente) dove poter far crescere nuove leve in un ottica di prima squadra (data la difficoltà nel reperire un buon numero di ragazzi per realizzare una formazione juniores). Tale formazione cadetta, regolarmente iscritta (paga l’iscrizione come tutte le altre formazioni della Serie D), tuttavia non fa classifica e fin qui nulla di strano: ciò che ha suscitato qualche discussione sta nel fatto che la suddetta non possa togliere neanche punti alle avversarie di turno, le quali possono al massimo incappare in sanzioni disciplinari (ammonizioni, espulsioni…e nulla più).
Ovvio che le avversarie di tale formazione cadetta affrontino le relative gare con un impegno sensibilmente minore, facendo giocare a volte le seconde linee, non avendo nessun beneficio da tale gara se non, anzi, fastidio! Di converso, i ragazzi della Riviera delle Palme, essendo molti di loro alla prima esperienza, profondono un grande impegno in tale torneo. La stessa società, che sta comunque beneficiando della seconda formazione (attinge sovente da tale bacino), si pone delle domande sulla funzionalità di questo meccanismo che, a volte, può anche demoralizzare chi ci mette tanta passione. Cosa fare?
Dai commenti di alcuni nostri utenti si evince che è “assurdo far partecipare ad un campionato una squadra che non fa classifica? e che, viceversa, si è in presenza di un “regolamento non corretto e molto discutibile? che danneggia la formazione cadetta.
Quale la soluzione? Personalmente, anche da addetto ai lavori, ritengo che una formazione cadetta, siccome ammessa ai campionati, debba fare classifica (senza tuttavia la possibilità di vincere campionati). Allo stesso tempo, nondimeno, si deve mirare alla salvaguardia della regolarità del campionato impedendo, ad esempio, che la prima squadra possa prendere parte sia al proprio campionato di C1 ed allo stesso tempo (per determinate gare) a quello di D (falsando quindi il tutto: ad esempio, se la Riviera non avesse buoni rapporti con la formazione X, potrebbe schierare la prima squadra e, per ipotesi, fargli perdere il campionato).
La domanda successiva a tal punto sarebbe la seguente: come far sì che un meccanismo del genere si possa attuare? Prendendo spunto dalla pallavolo si potrebbe porre in essere una regola attraverso la quale si afferma che dopo cinque gare di un giocatore di D in prima squadra, lo stesso non può più disputare gare in Serie D. Oppure si potrebbe far in modo che un giocatore che nel week-end calcistico abbia disputato una gara in prima squadra non possa giocare in seconda (siete liberi di dire la vostra!).
Insomma, mettendosi a tavolino le soluzioni si possono trovare: potrebbe essere anche un modo per far crescere il movimento ancor di più.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 521 volte, 1 oggi)