SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rimini comanda, Avellino insegue. Napoli comincia a far paura. Tre slogan per sintetizzare la 22esima giornata del girone B, la quinta di ritorno. Tutto come da copione. I romagnoli – risultato utile numero sedici, sesta vittoria in trasferta (è la squadra che ne ha collezionate di più), migliore attacco della divisione est – sbanca anche il Tomei al cospetto di un Sora, è vero, molto rimaneggiato, ma per nulla rassegnato a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Gioca decorosamente – nella ripresa fa il suo “debutto? il “toro? Pasquale Luiso a distanza di quasi dodici anni dall’ultima volta in maglia bianconera (non incide) – e sfiora il pari con un palo di Maccan, ma alla resa dei conti nulla può contro una squadra che fa dell’organizzazione, della solidità e dell’intelligenza tattica le proprie armi migliori.
I biancorossi sono in testa alla classifica, da soli, dalla decima giornata (14 novembre) e non paiono farsi impaurire da un Avellino che, bene o male, riesce a restare sulla sua scia: ieri il gol che ha steso un generoso quanto sfortunato Cittadella è arrivato a pochi secondi dallo scadere dei quattro minuti di recupero del secondo tempo. A siglarlo, scherzi del destino, l’ex di turno Stefano Ghirardello, giunto all’undicesima rete stagionale. Quanto ai veneti, meritevoli addirittura dell’intera posta in palio, non possono prendersela che con se stessi: è impensabile fallire almeno quattro chiare occasioni da gol contro la seconda forza del campionato.
Gli irpini adesso si preparano a ricevere al Partenio un Napoli reduce dall’ennesima vittoria – la terza della gestione Reja; il neo tecnico azzurro ha portato in dote al club del “ciuccio? tutti i nove punti sinora a disposizione al cospetto della Reggiana. Il team emiliano non solo lascia i tre punti ai partenopei, ma anche il quarto posto in classifica; Scarlato e compagni con il successo del posticipo di stasera si insediano infatti alle spalle delle battistrada Avellino e Rimini ed ora sembrano davvero destinati a restare nei quartieri alti della graduatoria. La “Regia? scivola invece al quinto posto.
Nell’anticipo di venerdì scorso si è rifatto sotto il Lanciano che su un campo ai limiti della praticabilità si è fatto bastare un golletto del solito Soncin – “re? Andrea è sempre più capocannoniere del girone con 17 centri – peraltro duramente contestato dalla Spal, la quale avrebbe ravvisato un fuorigioco nell’azione che ha portato alla zuccata vincente dell’attaccante frentano. Match in ogni caso avaro di emozioni.
La Samb passeggia a Pesaro dove un Vis priva di idee, di carattere e di peso offensivo, incappa nella seconda sconfitta interna consecutiva dopo quella contestata contro l’Avellino. Julio Cesar Leon (prima doppietta nel campionato italiano) impiega poco più di un tempo per archiviare la pratica derby e regalare alla sua squadra – finalmente un po’ più “cattiva? rispetto alle ultime esibizioni – il primo successo del girone di ritorno. Conclusa la serie negativa che durava da due turni.
I marchigiani con l’exploit del Benelli agganciano in sesta posizione il Teramo che invece perde in quel di Benevento e fa infuriare il presidente Romano Malavolta che negli spogliatoi spara a zero su squadra e allenatore: alla prima giura di non rivolgere la parola per l’intera settimana, al secondo critica la scelta di non adottare un “sano? turnover. In casa sannita invece torna il sereno dopo sette domeniche – a tanto ammontava il digiuno di vittorie dei giallorossi – ma soprattutto all’indomani dell’allontanamento dalla panchina campana di Benedetti. Al suo posto Raffaele Sergio che debutta con una bella vittoria ai danni di una squadra, quella abruzzese, che non perdeva da sette turni e il cui portiere era imbattuto da quasi 500 minuti. Chissà che a Spatola non sia balenata in testa l’idea di confermare il diesse “nocchiero? giallorosso da qui sino alla fine del torneo.
Non si fanno male Foggia e Padova. Modesto lo spettacolo dello Zaccheria dove ai rossoneri va il terzo punto della “reggenza? Morgia, frutto di altrettanti pareggi, mentre per i patavini c’è il rammarico di avere intrapreso un atteggiamento sin troppo rinunciatario alla luce della superiorità numerica di cui i biancoscudati hanno goduto a partire dagli ultimi minuti del primo tempo (espulsione di Cimarelli). Così-così per i dauni il debutto dell’ex Parma Grieco.
Pari a reti bianche anche nel derby abruzzesi tra Giulianova e Chieti. Vince la paura o vincono i peggiori reparti avanzati del campionato? Buona la seconda: hanno spinto maggiormente i padroni di casa forti anche dell’uomo in più (rosso per Lacrimini) ma, è storia vecchia, non sono riusciti nell’intento di centrare un successo che manca da quasi un mese. D’altro canto è un punto che almeno muove la classifica dopo i tre stop di fila inanellati di recente.
Terzo pareggio della giornata quello del Recchioni di Fermo (1-1), dove i canarini allungano la striscia positiva (adesso a quota quattro) e regalano un dispiacere al tecnico del Martina Sauro Trillini, il quale stava pregustando, a poco più di dieci minuti dal termine, la seconda impresa corsara della sua gestione. Giusto così in ogni caso. I marchigiani ritrovano Kalambay dopo diverse settimane di assenza e rinsaldano una classifica assolutamente positiva. I pugliesi non finiscono di stupire: salgono a nove i match, uno di seguito all’altro, che ultimamente hanno fruttato punti.

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