PESARO – Finisce con gli undici rossoblù a festeggiare sotto il settore ospiti, sul lato all’estrema destra della tribuna coperta dello stadio Tonino Benelli. Il pomeriggio pesarese si conclude con il lancio di maglie e i canti scanditi insieme ai tifosi sambenedettesi da parte dei calciatori di casa nostra, i quali danno libero sfogo alla tensione accumulata ormai da diverse settimane ed in particolar modo in seguito alla sconfitta casalinga contro la Fermana di otto giorni fa.
Alla fine insomma la Samb si fa perdonare gli stenti degli ultimi mesi con un pronto quanto dovuto riscatto nel derby del Benelli, grazie ad una discreta dimostrazione di carattere. Ci voleva. Era del resto ciò che si auspicava la tifoseria organizzata che dopo gli incontri – giovedì con il presidente Umberto Mastellarini e venerdì con la squadra – della scorsa settimana aveva ben compreso l’importanza del momento. Fondamentale vincere la sfida contro la Vis, in modo tale da conferire linfa vitale ad una classifica in debito di punti da troppo tempo.
I tifosi fanno anche stavolta in pieno la loro parte (esclusi coloro che sono rimasti a casa…); nonostante sia mancato l’esodo delle passate stagioni – circa 400 i rossoblù di cui quasi la metà giunti in treno (arrivano allo stadio in corteo) – la presenza sugli spalti biancorossi della torcida targata Samb è partecipe e calorosa dal 1° al 90°.
Bandieroni, bandiere e stendardi griffati curva Nord accompagnano l’ingresso in campo dei 22, mentre nel settore Prato gli Ultras Vis Boys inscenano un’ironica coreografia: un telone raffigura una sveglia le cui lancette sono ferme sull’orario di inizio del match (14,30), coadiuvata dalle scritte, in alto e in basso, “Sveglia!? e “Nulla è già perduto…11 leoni fino al 90° minuto?. Decine e decine di bandiere a due aste biancorosse fanno infine da contorno al sopraccitato quadro.
Nella prima frazione di gioco il tifo delle due fazioni denota un certo equilibrio nonostante l’inferiorità numerica da parte dei padroni di casa; se gli ospiti risultano più colorati (consuete sbandierate permanenti oltre ad una sciarpata; altre due vengono proposte nella seconda frazione di gioco), i locali si danno da fare con l’esposizione di messaggi su carta: uno per due tifosi biancorossi venuti sfortunatamente a mancare (“Sempre con noi! Iaia e Filippone generazioni diverse, stessa passione!!), un altro, lo omettiamo per ragioni di decoro, in riferimento alla domenica di Rimini in cui si è rinsaldato il gemellaggio tra i romagnoli ed i rivieraschi, e l’ultimo in merito al tanto discusso episodio del Fadini di Giulianova (“Ultras Scamb?).
Nel corso della gara anche i nostri srotolano degli striscioni. Ne contiamo cinque: “Lotteremo fino alla morte per la città e per la maglia!?, “Noi presenti nel bene nel male, voi assenti da Natale?, “Un anno è passato Bentornato Marino!? (in onore di un ragazzo di Centobuchi – non appartiene a nessun gruppo – rientrato da un provvedimento di diffida; un altro ancora che punta il dito contro la pubblicità presente sulla fanzine degli Ultras Vis Boys ed infine uno in onore dell’ultras genoano Vincenzo Spagnolo deceduto dopo i fatti di un tristemente famoso Genoa-Milan di 10 anni fa (“29/01/’95 Spagnolo vive?).
Il sostegno di marca sambenedettese è direttamente proporzionale all’andamento della partita: dopo il vantaggio siglato da Leon l’intensità dei cori cresce sino allorquando, è storia del 6° minuto della ripresa, l’honduregno mette a segno la sua personale doppietta, sancendo di fatto l’exploit rossoblù.
Ammutolisce il settore UVB – una sciarpata, un “Bruscoli vergogna? (quarto messaggio di matrice pesarese) e diversi sfottò, ricambiati, rivolti agli ospiti (in aggiunta ad un paio di cori anti-Rimini) – mentre fa festa lo spicchio rivierasco, il quale dopo aver ripetutamente schermito i “cugini? biancorossi esplode di gioia al triplice fischio di chiusura dell’arbitro: la Nord torna a festeggiare con la squadra una vittoria che mancava da un mese esatto.

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