PESARO – Chi è Giovanni Longobardi , approdato una settimana fa alla Vis in prova e poi tesserato? Giovane (classe 1982), gran fisico, punta centrale, il resto ce lo racconta Longobardi: “Tre anni nel settore giovanile del Bologna poi all’Aglianese in Interregionale e a metà stagione sono stato trasferito alla Sestese giocando tredici partite e realizzando otto gol. L’anno successivo sono tornato all’Aglianese in C/2, 22 gettoni di presenza compresi i subentri e 2 gol. Quindi due mesi alla Pistoiese da cui mi sono svincolato per andare al Versilia a metà torneo segnando 11 gol. La Triestina mi ha poi preso e girato in prestito alla Massese con cui ho giocato solo cinque partite segnando 3 gol. Caratteristiche? Sono forte fisicamente, mi piace buttarmi negli spazi anche perché pur essendo alto non sono lento, anzi in progressione so farmi valere?.
– Come mai hai lasciato una Massese prima in classifica e che sta ipotecando la promozione in C/1 per venire a Pesaro dove trovi una Vis ultima in classifica?
A Massa pur avendo fatto bene quando sono stato impiegato ero chiuso da Bonucelli, Rossi e Micchi. Anche se credo che il fatto d’essere giovane ed in prestito finisse per penalizzarmi. Di qui la decisione di accettare l’offerta della Vis Pesaro. Il fatto che la Vis sia ultima non mi ha preoccupato più di tanto anche perché, per quanto ho visto durante la settimana in cui Piccioni ha voluto vedermi prima di dare il consenso al mio passaggio alla Vis, credo che con un po’ di convinzione in più ci si possa salvare?.
– Tenendo conto della caratteristiche, in teoria dovresti essere l’alternativa a Di Domenico come punta centrale…
Non c’è dubbio che io e Di Domenico ci assomigliamo molto, anche lui è forte fisicamente, sa difendere la palla . Però avendolo visto giocare sono dell’avviso che si possa giocare insieme. Anche perché, come dicevo, a me piace andare in profondità. Comunque starà al mister decidere – conclude Longobardi – se possiamo coesistere, senza considerare che ci sono anche Gaeta e Turchetti in lotta per due maglie. Ma la concorrenza non mi mette paura, anzi è uno stimolo a dare sempre il massimo?.
Degli ultimi arrivati di certo Cinetto è il giocatore che vanta il miglior pedigrée. Trentatre anni a maggio, difensore centrale, mancino, uno zingaro del calcio, come ammette sorridendo: “Ho girato parecchio. Incominciai a dar calci ad un pallone nel Padova, poi Formia, Gualdo, tre anni al San Donà, Turris, quattro stagioni al Cittadella, Venezia e da un anno e mezzo all’Alto Adige. Sono quel che si dice un difensore centrale, pur essendo un mancino raramente ho giocato come esterno di fascia sinistra. Caratteristiche? Dicono che sia bravo tatticamente, non faccio della forza fisica un’arma, ovviamente nel gioco aereo mi faccio rispettare. Molti anni in C/2, alcuni in C/1… però ho fatto anche la B con Cittadella e Venezia. Perché ho deciso d’accettare la proposta della Vis? A Bolzano si era rotto il rapporto con il presidente, ero stato accusato di comportamenti che non avevo tenuto, ho preferito cambiar aria?.
– Anche se l’aria di Pesaro non è delle migliori, la Vis è ultima. Prima di accettare non hai guardato la classifica?
Comunque l’aria di Pesaro è sempre migliore di quella di Bolzano, in tutti i sensi. In quanto alla classifica per il momento non la guardo, c’è ancora tempo per rimediare. Io sono fiducioso, diversamente non sarei qui. Spero di giocare, anche se sarà il mister a decidere?.
– In pratica vieni a prender il posto di Zappella passato all’Ivrea. Pensi d’essere pronto ad esordire fin da domenica in un derby sentito, specie dai tifosi, come quello con la Samb?
Zappella ha fatto la sua scelta passando ad una società che mira alla promozione in C/1, io sono venuto a Pesaro con la voglia di far bene e dimostrare a certa gente dell’Alto Adige che non sono uno che non ha più voglia di giocare, perché si è detto anche questo sul mio conto. Sono in buone condizioni, quindi se il mister mi dice di giocare io sono pronto. Che poi domenica ci sia il derby con la Samb non fa che accrescere la voglia d’esser della partita?.
Fonte: corriere adriatico

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