Innanzitutto una presentazione è d’obbligo. Chi è Emidio Girolami?
Sono il titolare della libreria “Nuovi Orizzonti”, attiva a S. Benedetto ormai da 28 anni. La nostra libreria oltre ai libri ha a che fare anche con cd e dvd musicali.
Secondo lei nel corso degli ultimi anni, è cambiato il modo di leggere degli italiani, e dei sambenedettesi in particolare?
In Italia non si può parlare di cambiamento, basti pensare che il budget che l’italiano medio destina alla cultura intesa come libri, cinema o teatro è il più basso d’Europa. Per la lettura nello specifico, non esiste nel nostro paese una tradizione radicata, anche perché né la scuola né i genitori educano alla lettura. Molti adducono come scusa il costo dei libri o la qualità stessa. Ma il problema è di tipo storico. In Italia non si è mai letto, il fatturato nell’editoria negli ultimi anni non è mai cambiato, e le statistiche stesse ci dicono che un italiano su due legge un solo libro l’anno.
Qual è potrebbe essere allora la soluzione per contrastare questo trend negativo?
Beh, penso che non esista un vero rimedio. Costringere a leggere non serve a nulla. Siamo passati da una società in cui la cultura si trasmetteva in maniera orale ad una, quella attuale, che ci pone di fronte alle immagini. La tecnologia ha reso più facili alcune cose, ma è impensabile pensare che ‘il sapere’ non possa passare per la carta stampata.
Quali sono i libri più venduti nella sua libreria?
Vengono venduti libri di romanzi, narrativa e saggistica: le vendite rispecchiano le classifiche nazionali: da Vespa, alla Fallaci, Coelho, Mastrocola. È ovvio che chi ha maggior visibilità vende di più. In Italia ogni anno vengono pubblicati circa 55000 nuovi libri, ed il 60% di questi restano invenduti. I libri che riescono a vendere una copia al mese sono pochissimi. Tutti gli altri vivono di momenti più o meno fortunati.
In città c’è stato poi l’exploit della libreria dell’isola pedonale (n.d.r. La Nuova Editrice) che farebbe pensare che S. Benedetto sia un’isola felice. Ma anche quello è un episodio ciclico, è solo un fenomeno commerciale.
I volumi dedicati a S. Benedetto hanno riscontro nelle vendite?
L’unica eccezione ai libri da classifica è stato il volume “Il nostro mare”, su S. Benedetto, che ha venduto 200 copie; generalmente tutti i libri sulla nostra città vendono bene. Il problema fondamentale è che non esiste nulla che racconti la storia di S. Benedetto. I turisti domandano e chiedono delle guide o dei libri di storia sulla città, ma non c’è nulla da offrirgli. Abbiamo solo degli studi fatti da storici che si sono occupati di storia locale. Purtroppo non esistono dati né statistiche, dimostrazione questa che la storia non può essere inventata.
S. Benedetto a livello culturale è una città viva?
Per certi versi è vivissima, e lo è sicuramente più dei paesi dell’entroterra, come Ascoli, Fermo o Macerata, perchè non essendoci nulla di sedimentato è una città in movimento, un luogo in cui si può passare, non dove si deve andare.
Cosa ne pensa delle politiche culturali locali, ed in particolare di quella di S. Benedetto?
Direi che la politica culturale di S. Benedetto è pari a zero. Se l’assessorato spende il 90% dei fondi per “Miss Italia” o “Veline”, cosa resta per la cultura? Le sovvenzioni alla biblioteca comunale in confronto a quelli devoluti a questi due eventi sono quasi nulla. Non vedo politiche culturali, anche perché non mi sembra che ci siano manifestazioni pubbliche degne di nota.
L’assessorato alla cultura è drenato esclusivamente da eventi che con la cultura hanno ben poco a che fare. Ma nessuno, mezzi di informazione compresi, ha il coraggio di dire quanto il comune spende per queste ‘vetrine’ e quanto per le cose serie. Questa è la vera decadenza: che nessuno faccia notare come vengono spesi i soldi; ma del resto, cosa possiamo aspettarci da una città che non ha neanche le fogne?
Per gli amministratori è più facile organizzare “Veline” che entrare in una libreria. Non ho mai visto nessun consigliere comunale entrare a “Nuovi Orizzonti” per comprare libri, eccezion fatta per Forlì, Nico e De Vecchis. Che frequentino altre punti vendita…
Se gliene fosse data la possibilità, a quale personaggio della nostra città assegnerebbe un premio?
Ogni anno il Premio Truentum è assegnato ai peggiori elementi della città. Gli unici a cui assegnerei un premio sono due persone che si vedono spesso in città, un padre ed un figlio che stanno sempre insieme. Persone geniali non ne vedo: viviamo in un tempo banale con persone banali. Vedo solo una quotidianità piatta, non vedo fermenti. La verità è che tutti si lamentano e nessun fa qualcosa per cambiare, e la gente è per lo più paga di ciò che ha. Dovremmo creare un movimento di non banali, altrimenti ci aspetta un futuro scontato.

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