Una delegazione delle associazioni aderenti al Comitato pressione e vigilanza leggi paritarie ha incontrato il senatore Lucio Malan relatore del disegno di legge sulla parità elettorale uomo-donna tutt’ora all’ordine del giorno della Commissione affari costituzionali del Senato. L’approfondimento delle questioni si è svolto in un clima di cooperazione e di disponibilità .
“Abbiamo sollecitato il relatore – sottolinea Rita Cappone, Presidente Comitato pressione e vigilanza leggi paritarie – ad accelerare i tempi per l’approssimarsi delle elezioni amministrative che interesseranno 909 comuni di cui 14 capoluoghi e 6 province dopo che le passate tornate hanno registrato un progressivo calo di candidate e di elette donne. Né si potrà assolutamente ipotizzare che le politiche del 2006 si possano svolgere senza che sia in vigore una norma antidiscriminatoria efficace.
Il sen. Malan ha fatto presente al comitato una serie di difficoltà, ma ha anche riaffermato la volontà di portare comunque a regime le norme per lo svolgimento delle prossime elezioni amministrative e politiche.
Le donne si battono da 10 anni, dopo la famosa sentenza della Corte costituzionale del 1995, per cambiare in senso paritario il volto e la sostanza delle istituzioni rappresentative in Italia e dopo l’approvazione degli artt. 117 e 51 della Costituzione non possono più esserci alibi per il Parlamento.
Il disegno di legge unificato sulle quote rosa, fermo in commissione dal 27 Ottobre del 2004, deve riprendere a partire da oggi la sua discussione. Ogni ulteriore rinvio, tecnico o politico che sia, è inaccettabile, dato il breve tempo che ci separa dalla prossima tornata di elezioni amministrative. Il Comitato si aspetta un pronunciamento chiaro e non intende diventare complice di una pericolosa inerzia certificata fino ad oggi, finanziaria a parte, dalla assoluta assenza di iniziativa di approfondimento del testo ancorché esso risulti peggiorativo rispetto a tutte le formulazioni depositate in Senato.
Il Comitato è disponibile ad ogni collaborazione per il merito, ma se l’arresto della discussione prosegue, non potrà tacere sulle responsabilità e passerà ad una mobilitazione permanente delle tante Associazioni femminili che ad esso hanno dato vita.
Ciò che colpisce e che viene denunciato, inoltre, è la spudorata contraddizione tra le dichiarazioni di principio che l’Italia sostiene anche a livello europeo e il comportamento politico che si tiene in casa nostra.
Dopo piu’ di due anni di declamazioni e di assunzione di impegni, a tutte le forze politiche chiediamo coerenza, chiediamo – ribadisce la Capponi – che si ponga fine ad istituzioni italiane maschili e maschiliste che in Europa e nel mondo non hanno certo, dal punto di vista della democrazia di genere, nulla di cui vantarsi, anzi…
Ufficio Stampa
Emily in Italia Provincia di Ascoli Piceno

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 560 volte, 1 oggi)