NOME: Fermana Calcio
ANNO DI FONDAZIONE: 1920
COLORI SOCIALI: maglia gialla, calzoncini blu (questi colori vennero scelti in onore del Modena, il club che in quegli anni Venti andava per la maggiore).
CENNI STORICI: Ben poco di rilevante riguardo la storia canarina. Tanta “gavetta? per la Fermana, classica “habitué? dei dilettanti e della serie C. I momenti più belli dell’amarcord gialloblù partono dall’estate 1994 e dal ripescaggio in C2 alla luce della radiazione di molteplici club professionistici (Sambenedettese compresa). Un anno in quarta serie e poi, stagione ’95-’96, il salto al “piano superiore? dopo lo spareggio di Ferrara vinto ai danni del Livorno. Da lì – l’anno successivo segna anche l’avvento del patron Giuseppe Battaglioni, il quale subentra a Paolo Belleggia – inizia la politica dei giovani del club marchigiano che a parte una “capatina? in serie B (stagione ’99-2000), traguardo storico insieme alle vittorie su squadroni del calibro di Napoli, Genoa e Atalanta, punta immancabilmente al mantenimento della categoria e quando non ci riesce come nel campionato edizione 2003-04, la buona sorte e la sana gestione societaria le danno una mano: leggi ripescaggio.
STADIO: “Bruno Recchioni?. Pare difficile crederlo, ma a parte il torneo cadetto, lo stadio gialloblù ha sempre rappresentato la classica “cattedrale nel deserto? per la tifoseria fermana. All’indomani dell’ampliamento dell’impianto per meglio ospitare le squadre della serie cadetta – rifacimento della curva, nuovi spogliatoi e tribuna stampa, allargamento e rifacimento del terreno di gioco, recinzioni in plexiglas – la capienza viene portata a circa 9.000 posti. Troppi. Lo stadio canarino è sempre pressoché vuoto, numeri da serie dilettantistiche per una città, è vero, piccolina (36.000 abitanti), ma che non mostra un minimo di orgoglio nel difendere la propria storia, almeno in ambito calcistico. Abbonati e paganti latitano, la città e la provincia – Ascoli e Samb “tirano? – si mostrano indifferenti. Numeri impietosi anche in questa prima parte di stagione: 217 abbonati ed una media casalinga che sfiora le 2.000 unità. Il dato minimo stagionale gli 800, tra paganti e abbonati, nell’anticipo serale contro il Cittadella, quello massimo i 4.500 contro il Napoli (ma almeno 1.500 erano tifosi partenopei).
CITTA’: Fermo sorge su un’altura nella valle del fiume Tronto e conserva numerose testimonianze antiche e storiche tra cui il duomo romanico-gotico, la stretta piazza del Popolo, a portici, il Palazzo dei Priori e il Palazzo degli Studi. Non lontano sorge Palazzo Azzolino. Su corso Cavour ci sono il Palazzo Paccaroni, il tribunale, l’ex Chiesa di San Filippo e il Palazzo Monsignani-Sassatelli. Importanti la Chiesa di sant’Agostino, con annesso l’oratorio di Santa Monica e le cisterne romane, antichi serbatoi d’acqua per l’approvvigionamento idrico dell’abitato.
TIFOSERIA: Dispiace dirlo ma i “cugini? canarini si contendono – si fa per dire… – insieme ai tifosi della Vis Pesaro, la palma di peggiore tifoseria (o quasi) del calcio professionistico marchigiano. Non è un’esagerazione perché da queste parti numeri e calore sembrano non essere i benvenuti. Solo la “parentesi? della serie cadetta nella stagione 1999-2000 è riuscita a scaldare gli animi dei fermani – quell’anno ben 4.000 spettatori di media al Recchioni – per il resto le presenze domenicali sugli spalti gialloblù hanno sempre lasciato a desiderare. Lo stesso patron Battaglioni ha messo più di una volta il dito nella “piaga? (torneo in corso compreso), sentendosi in dovere di fare appelli alla città e di avvertirla che con pochi incassi ai botteghini in serie C è dura tirare avanti. Eppure, ogni stagione è la stessa storia.
Alcune parole sul movimento ultras canarino. Il gruppo di spicco della curva Duomo sono le Brigate Gialloblù 1974 nate in seguito alla fusione dei preesistenti Panthers ed Ultras. Attualmente in curva affiancano le BG il Nucleo Fermano e il Wallace Clan (ispiratosi all’eroe scozzese). Tanti vuoti – o meglio, “voragini?!! – nel settore ultras in occasione delle esibizioni casalinghe dei gialloblù ed esigua la presenza in trasferta.
Gli eventi da ricordare per la tifoseria fermana sono la finalissima per la C1 (poi vinta) sul neutro di Ferrara contro il Livorno (annata ’95-’96), con 2.000 canarini a cercare di tener testa a oltre 10.000 labronici e la trasferta di Battipaglia – ultima giornata del torneo edizione 1998-’99 – col gol storico di Mastrolilli che regalò la B ai 3.000 scesi in Campania.
Rivalità: Civitanova, San Benedetto e Ascoli. Amicizie con Pescara (piuttosto “tiepida?) e Avezzano.

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