ROMA – Simone Cola non c’è più: finisce a 32 anni, nella polvere di Nassiriya, Iraq, la vita di questo maresciallo dei Carabinieri che lascia a Tivoli una moglie e una bambina.
Il maresciallo Cola si trovava in ricognizione a bordo di un elicottero dell’esercito ed è stato ucciso da un colpo di khalashnikov che lo ha centrato sotto l’ascella. A nulla sono valse le cure seguenti: Cola è morto dopo un’ora circa, in ospedale.
Dietro l’omicidio ci sarebbero gli uomini di Al-Queda, per mano di Moqtada Al Sadr, che a Nassiriya si affida allo sceicco Aws al Khafaji.
L’attacco era stato inizialmente sferrato contro una pattuglia portoghese di stanza a Nassiriya: l’elicottero con Simone Cola era partito per rispondere all’azione della guerriglia, ma il maresciallo è stato colpito mortalmente.
LE REAZIONI POLITICHE. Il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro della Difesa Martino hanno espresso il loro cordoglio; il presidente della Camera Casini “invita tutti ad inchinarsi in un momento di commozione?; il Ministro degli Esteri Fini assicura che “il governo non cambia idea sul ruolo delle truppe italiane?.
Dall’opposizione, mentre il leader dei Ds Fassino esprime il suo “dolore, cordoglio e solidarietà alla famiglia e alle forze armate?, l’area della sinistra radicale (Rifondazione, Verdi, Pdci, Di Pietro) chiedono il ritiro delle truppe dall’Iraq.

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