Intervistiamo Bruno Gabrielli, assessore alla cultura e al turismo di S. Benedetto. Gabrielli parla dei progetti del futuro e delle iniziative in atto nella città, come Miss Italia e la BEA, la borsa enogastronomica dell’artigianato.
Quali sono gli elementi che secondo lei potrebbero contraddistinguere S. Benedetto come città della cultura?
Innanzitutto l’Università, un’iniziativa per cui ci siamo mossi fin dall’inizio e che abbiamo successivamente concretizzato con la Provincia. Nel territorio devono trovare spazio anche altre realtà, come l’Eurispes, perché spesso ciò che manca è la conoscenza, si agisce per sentito dire. Invece grazie agli studi effettuati sul territorio è possibile agire con azioni mirate, visto che quando si deve programmare è bene avere i dati alla mano. Queste due realtà dovrebbero costituire dei paletti fondamentali per la città, anche perché rappresentano delle opportunità per impiegare i nostri giovani in attività importanti e per assorbire “manovalanza qualificata”.
Come si rapporta S. Benedetto con le attività culturali che si svolgono nel territorio?
Sviluppiamo spesso manifestazioni con altri paesi: l’ultimo progetto è quello di “Città in festa”, un cartellone di eventi promosso con il Comune di Ascoli Piceno su un quotidiano di Roma. C’è la tendenza a creare dei sistemi che si possano muovere insieme, soprattutto per la destagionalizzazione del territorio. Credo che S. Benedetto rivesta un ruolo guida, una posizione questa supportata dalla città con strutture importanti, come ad esempio il Palazzo dei Congressi e della Cultura.
Pensiamo anche di prevedere, usufruendo delle indicazioni del piano regolatore generale, un centro fieristico: delle strutture che siano in grado di fortificare il ruolo naturale leader di S. Benedetto.
Quali sono i programmi dell’Amministrazione Comunale per il futuro?
Abbiamo diversi progetti in cantiere: il primo riguarda sicuramente il completamento del “Museo del Mare”, un polo della cultura marinara che accoglierà il Museo delle Anfore, il Museo Ittico e l’Antiquarium Truentinum. Sebbene questi musei esistessero, noi abbiamo apportato un criterio scientifico grazie al vaglio della Soprintendenza. Poi contiamo di riaprire l’Archivio Storico, sito nell’ex municipio, che attualmente non è accessibile al pubblico, per collocarlo in una realtà diversa.
Un progetto importante su cui abbiamo puntato è quello della Biblioteca Comunale, prima nella regione per numero di utenti, che ospita al suo interno anche la Mediateca Provinciale. Inoltre siamo partiti quest’anno con la prima edizione della BEA, la borsa enogastronomica dell’artigianato, che ha permesso di registrare nel mese di maggio l’aumento di presenze del 15%.
L’unico teatro storico di S. Benedetto è il “Concordia”. Quando finiranno i lavori e a chi verrà affidata la gestione?
I lavori di restauro sono stati ultimati in questi giorni, ora manca l’arredamento. Entro la fine della nostra legislatura i cittadini riavranno il teatro. Probabilmente verrà dato in gestione a privati per gestire al meglio la struttura e economizzare i costi.
Molti criticano le scelte di portare a S. Benedetto eventi come “Veline” o le prefinali di “Miss Italia”, eventi che una volta trascorsi, non arricchiscono la città. Cosa risponde?
Bisogna distinguere due aspetti fondamentali: la promozione del territorio e vivere nel territorio. S. Benedetto non può permettersi di sottrarsi agli eventi mediatici che costituiscono delle vetrine importanti per la promozione turistica. Nell’ottica degli eventi culturali, queste manifestazioni non hanno senso, ma nell’ambito della promozione turistica sì. Il turismo deve essere fatto di promozione e accoglienza. Dobbiamo dare al turista delle motivazioni per venire a S. Benedetto.
A settembre torneranno le prefinali di Miss Italia?
In questi giorni abbiamo avuto un incontro con Lauro Micheli, uno dei responsabili della manifestazione, e possiamo ammettere con relativa tranquillità che anche quest’anno avremo Miss Italia. Con delle sorprese, perché con il passare del tempo vogliamo ottenere sempre una maggiore visibilità.
Si sta perseguendo per S. Benedetto una linea politica culturale?
S. Benedetto ha una realtà culturale complessa. Si è sviluppata nel secondo dopoguerra, non ha radici storiche. Non è facile portare avanti un unico progetto. Abbiamo tante associazioni e a volte basta fare la regia e coordinarle per delineare una linea guida.
Per l’estate non si potrebbe pensare a utilizzare la zona dello stadio per concerti?
Oggi i cantanti preferiscono le atmosfere più raccolte. Se avessimo un grande evento non esiteremmo comunque a utilizzare quegli spazi.
Gli organizzatori della manifestazione “Natale al Borgo” hanno lamentato la mancanza di contributi da parte del Comune. Cosa risponde? Secondo lei è una manifestazione che potrebbe essere valorizzata anche durante l’anno?
Per quanto riguarda il contributo alla manifestazione, l’Amministrazione Comunale aveva deciso, tramite una delibera di giunta, di contribuire con 3000 euro. Per il prolungamento ad altri periodi dell’anno, lascio la più ampia disponibilità agli organizzatori. Tutto può concorrere a rendere più accogliente l’atmosfera. Anche se in estate il turista potrebbe avere difficoltà a comprendere il dialetto.
La gestione della Torre dei Gualtieri ha generato polemiche. Quali sono le associazioni che si sono proposte per coordinarne i serivizi?
Proprio mentre si stava per firmare la convenzione con l’Associazione La Rocca, è arrivata una lettera del Comitato di Quartiere del Paese Alto, che si proponeva di coadiuvare l’erogazione dei servizi. L’intenzione dell’Amministrazione Comunale è di tenere aperto l’unico monumento della città. Adesso studieremo quale associazione possa rispondere in maniera più funzionale alle esigenze della comunità.

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