SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con l’aumento dei canoni demaniali del 300% applicato all’estate 2004 e all’estate 2005, una concessione media della Riviera delle Palme (di quelle tra i venti e i trenta metri lineari), dovrebbe sborsare circa 12-18.000 euro in più rispetto a quanto stabilito dalla norma precedentemente vigente (canoni aggiornati con l’inflazione). Per le concessioni maggiori la spesa suppletiva potrebbe arrivare a 30 o 40.000 euro.
A farne le spese saranno, oltre che gli operatori economici, i turisti, i lavoratori stagionali (si prevede una stretta sulle assunzioni), e in genere tutto l’indotto legato all’economia balneare, che nelle Marche e in particolare nella Provincia di Ascoli Piceno pesa per oltre il 95% dell’intero flusso turistico.
Per questo motivo giovedì 25 gennaio, a Senigallia, ci sarà un incontro tra i concessionari aderenti al sindacato Fiba Confesercenti, al fine di valutare le possibili iniziative contrarie alla legge. “Ci avevano assicurato che il provvedimento era stato congelato – dichiara Giuseppe Ricci, presidente della Fiba di San Benedetto e titolare da generazioni dello stabilimento “Stella Marina? – invece non risulta nulla di ufficiale se non un pour parler. La legge è in vigore dal 15 dicembre 2004: c’è un piccolo spiraglio affinché possa essere bloccata, ma come possiamo programmare gli investimenti della prossima stagione turistica alle porte??
I concessionari marchigiani chiedono un pronto intervento della Regione Marche: declassando la fascia demaniale da B a C (come in tutto il resto d’Italia, ad eccezione delle Liguria), o spingendo affinché le altre regioni applichino i canoni come nelle Marche.
Ma se nulla cambierà, cosa avverrà? “Nei nostri stabilimenti faremo conoscere ai clienti i responsabili politici degli aumenti dei prezzi: vogliamo sentire le opinioni anche dei candidati alla Presidenza regionale delle prossime elezioni, e soprattutto con una persona di rilievo come il vice-ministro Baldassarre, che ha relazioni strette con le Marche, e che non può permettere che il sistema balneare collassi.?
Non si esclude che, se la situazione diventerà esasperata (in alcuni casi la spiaggia sambenedettese è ridotta ad una ventina di metri di spessore), si possa verificare una vera e propria protesta fiscale sul provvedimento in questione.
Sarebbe anche il caso che i politici dell’area sambenedettese esprimessero chiaramente la loro opinione: soprattutto coloro che difendono gli interessi di questa terra nella babilonica capitale.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 592 volte, 1 oggi)