* La delibera dell’Autorità di vigilanza che annulla la gara d’appalto relativa all’assegnazione alla Li.Ta. per la realizzazione di un nuovo edificio scolastico denominato “Scuola media Curzi” in cambio di alcuni immobili di proprietà del comune di San Benedetto, ripropone con forza tutta la vicenda.
Vale la pena ricordare che i cittadini dei quartieri Ponterotto e Paese alto si sono espressi in maniera estremamente contraria alla vendita dei due edifici. I Ds si sono battuti in consiglio comunale, insieme e tra la cittadinanza, affinché tutto ciò non avvenisse. Quest’amministrazione si è dimostrata totalmente insensibile alle richieste dei cittadini.
Ribadiamo ancora una volta, che i due edifici sopracitati per la loro valenza storica, culturale e sociale, devono essere messi a disposizione della popolazione di questi quartieri. Andare incontro alle esigenze dei cittadini ci sembra un atto dovuto da parte delle amministrazioni pubbliche, anzi, è la centralità stessa del cittadino e dei suoi bisogni che legittima l’esistenza delle amministrazioni. Va ricordato che in queste importanti realtà non esistono luoghi d’aggregazione sociale e questo problema viene ancor più avvertito con la chiusura definitiva delle scuole.
La cosa più sconcertante è che, ancora oggi, alcuni “autorevoli” assessori e consiglieri di questa insipiente maggioranza, vanno rassicurando i cittadini dicendo che le scuole non saranno vendute. Il tutto, mentre nel prossimo consiglio comunale del 19 gennaio 2005 verrà votata la delibera definitiva alla vendita.
Si ricorda che la Piazza della Libertà fu costruita dalle amministrazioni di centrosinistra proprio in funzione dell’edificio adiacente. L’intento era quello che una volta liberato l’edificio dalla funzione scolastica, sarebbe rimasto al quartiere per attività ricreative, culturali e sociali, inserito in un contesto aggregante e socializzante, altrimenti la realizzazione della piazza stessa non avrebbe avuto alcun senso. I Ds si batteranno con tutta la loro forza e determinazione per evitare questa impopolare e sciagurata operazione.
Allo stesso modo l’edificio “Castello” dovrebbe essere messo a disposizione dei cittadini del paese alto, altimenti suggeriamo al sindaco anche la “vendita del Torrione”. Daltronde non c’è da meravigliarsi, perchè è prassi comune di questa maggioranza vendere beni e tagliare servizi di pubblica utilità (vedi scuolabus, fondi anziani, raccolta differenziata e pulizia della città, ecc.), per poter poi affermare in maniera propagandistica e nemmeno veritiera il non aumento delle tasse.

* Giuseppe Cameli, segretario dell’unità di base Ds “Ettore Sciarra?

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