SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ di circa 400.000 euro il valore dei beni vendibili facenti parte del patrimonio che il dr. Pietro Paolo Rambelli, deceduto nel 1999, ha lasciato in eredità al Comune. E’ la stima approssimativa comunicata ieri dal dr. Massimo Papetti, incaricato di un censimento storico artistico dei pezzi facenti parte dell’eredità, alla Giunta comunale e ai capigruppo di maggioranza riunitisi ieri sera su proposta dell’assessore al patrimonio Ruggero Latini per ascoltare dal professionista una prima relazione sui due anni di lavoro svolto.
“I passi compiuti sinora – ha dichiarato l’assessore al patrimonio Ruggero Latini aprendo la seduta – sono consistiti nell’effettuare un accurato censimento di carattere storico e artistico di tutto il patrimonio ereditato, nella convinzione che, per poter scegliere, è indispensabile prima poter conoscere. Nel frattempo si è intervenuti per evitare il deperimento del patrimonio: i mobili e i libri sono stati sottoposti a trattamenti conservativi e tutti i pezzi ereditati sono stati trasportati in luogo custodito e sicuro?.
Il dr. Papetti ha poi illustrato, avvalendosi di fotografie riprodotte al computer, alcuni dei 120 pezzi custoditi nella casa di Roma del dr. Rambelli, gli unici che, in base alle disposizioni testamentarie, possono essere venduti: il resto del patrimonio, notevolmente più consistente, è vincolato dalle disposizioni testamentarie alla villa con parco di 11.600 metri quadrati adiacente al complesso ospedaliero abitata fino alla morte da Rambelli e da sua moglie, la sig.ra Anna Maria Sestili, discendente dalla famiglia Cerboni, una delle più prestigiose della città, da cui prende il nome l’intera zona, proprietaria originaria della villa stessa.
Nella successione di immagini si sono alternati quadri, mobili, suppellettili, vasellame, argentiera, alcuni di notevole interesse artistico ma anche di rilevante valore per il mercato antiquario. Un accenno è stato fatto anche al patrimonio librario, anch’esso vincolato alla villa Cerboni, che comprende, ha confermato il dr. Papetti, volumi di rilevante interesse.
Ora l’Amministrazione dovrà decidere se mantenere al patrimonio comunale i pezzi catalogati nella casa romana di Rambelli (soluzione auspicata dal dr. Papetti, il quale ha sottolineato come molti di essi costituiscano il necessario complemento dei pezzi non vendibili della villa di S. Benedetto) o se procedere con la vendita. “Dalla riunione – ha detto ancora l’assessore al patrimonio Latini – mi pare sia emerso un orientamento per mantenere nel patrimonio comunale l’intera eredità. In ogni caso è mio intendimento coinvolgere il Consiglio comunale e poi la cittadinanza prima che sia presa la decisione finale”.
“Con questo obiettivo ho già preso contatti con il presidente della Commissione bilancio, Giuseppe La Manna, per portare il tema alla discussione dell’organismo. Verso la città, poi , intendo aprire il confronto sia utilizzando Internet (stiamo per pubblicare sul sito del Comune le immagini delle opere) sia organizzando un momento di confronto pubblico?..
Ad una precisa domanda del Presidente del Consiglio comunale De Vecchis, il dr. Papetti ha rilevato come nella collezione esistano pezzi di tale importanza da giustificare la creazione di un polo museale: questa peraltro, in base al testamento, è l’unica destinazione possibile per la villa Cerboni. Su di essa, inoltre, dal 1990 il Ministero dei Beni culturali ha posto un vincolo in quanto “costituisce un tipico esempio di edilizia signorile ottocentesca del litorale ascolano e teramano?.

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