SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da qualche mese a questa parte spuntano come funghi in ogni angolo della città e stanno diventando l’incubo degli automobilisti e degli scooteristi sambenedettesi. Di cosa stiamo parlando? Dei cosiddetti attraversamenti pedonali rialzati, giustamente ribattezzati ‘trampolini’ pedonali ma noti ai più con la definizione politically correct di ‘dissuasori di velocità’.
Nulla da eccepire sulla loro importanza a difesa della sicurezza dei cittadini ma sfugge nel caso specifico di S.Benedetto la loro utilità, se si escludono i ‘trampolini’ di via Manara. In questi giorni abbiamo raccolto numerose lamentele di molti cittadini che hanno rilevato la scarsa visibilità dei nuovi ‘dissuasori’ di viale dello Sport. In effetti, sarebbe opportuno segnalarne la presenza con una segnaletica verticale più evidente (quella attuale è troppo defilata) o con gli psichedelici ‘occhi di gatto’, già adottati efficacemente in un incrocio ‘pericoloso’ di via Calatafimi, onde evitare spiacevoli conseguenze a cose (auto e motorini) e persone. C’è da aggiungere che i dissuasori di viale dello sport sembrano esageratamente ‘sopraelevati’, tanto da giustificare la definizione di trampolini.
Altra nota stonata: a cosa servono gli attraversamenti rialzati posizionati in via Monfalcone (a pochi metri dal pontino), situati in un tratto di strada che normalmente si percorre a bassissima velocità e in un punto che si trova immediatamente a ridosso di una svolta? In questo caso si rischia addirittura di produrre l’effetto opposto, ossia mettere a rischio l’incolumità di automobilisti e pedoni.
Comprendiamo benissimo la necessità di garantire la sicurezza stradale ma sarebbe più opportuno raggiungere questo scopo in modo più razionale.

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