FOGGIA – Domenica pomeriggio la squadra rossonera partirà alla volta delle Marche, per raggiungere il ritiro che li ospiterà prima del match di San Benedetto del Tronto. I satanelli non hanno precedenti incoraggianti sul campo dei rossoblù – il primo risale all’annata 1960-’61 (1-0), l’ultimo è quello dell’anno scorso (2-2) – dove infatti non hanno mai vinto; sei invece i pareggi conquistati. Nella stagione in corso il primo incontro si è disputato allo Zaccheria (era l’esordio davanti al proprio pubblico per i dauni), con la giovane Samb vittoriosa grazie ad una rete di Bogliacino alo scadere.
Massimo Morgia, il 56° tecnico della storia del sodalizio pugliese, non fa caso al dato puramente statistico, ha già indicato a città, tifosi, presidente e squadra che “il calcio è divertimento e noi vogliamo divertirci; l’ideale è costruire un altro periodo straordinario?.
Il progetto dunque è ambizioso e soprattutto a lunga scadenza, per ora, come ieri ha detto in sede di presentazione ufficiale, sarà bene tenere i piedi ben saldi per terra e pensare ad una tranquilla salvezza, senza vivere quei patemi d’animo (e non solo) che fin qui hanno caratterizzato l’altalenante stagione rossonera.
Il primo impegno dell’allenatore capitolino non è dei più semplici perché la squadra di Davide Ballardini tra le mura amiche ha perso in una sola circostanza (contro la Vis Pesaro), tra l’altro neanche troppo fortunata; per il resto 4 pareggi ed altrettante vittorie. Da parte sua il Foggia vanta un ruolino formato trasferta assai modesto: un’unica affermazione, quella di Benevento datata 26 settembre, 5 “X? e 3 sconfitte.
La preparazione del clan rossonero prosegue senza intoppi – si allena anche Catalano, il quale però non verrà impiegato visto che è ufficialmente sul mercato – e non ci sono novità rispetto a quanto detto nei giorni scorsi: out Mounard e Moro per squalifica, Erra, Cimarelli e Stroppa sono un po’ acciaccati, ma recupereranno.
Il problema dei satanelli però sembra essere più nella testa che non nelle gambe. E’ lo stesso Morgia a confessare che “al mio arrivo ho trovato uno spogliatoio un po’ giù di morale a causa dell’allontanamento dell’allenatore, ma nello stesso tempo ho visto un gruppo molto compatto e pronto ad ascoltarmi. Sto cercando di trasmettere loro entusiasmo, serenità e idee di gioco. Insieme cercheremo di raggiungere quanto prima l’obiettivo dichiarato dalla società, ossia la salvezza?.
Salvezza che passa chiaramente anche dalla partita di San Benedetto. “Filosofeggia? il mister romano : “Questo è il brutto di chi subentra, una gara difficile dopo pochissimi giorni di lavoro con il gruppo. Ma non mi preoccupo più di tanto, ero consapevole di questo al momento in cui ho accettato di venire a Foggia, d’altronde sono cose che fanno parte del nostro mestiere, ed è giusto che sia così?.

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