SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 9 gennaio 2005, Giulianova-Sambenedettese. Almeno 1.500 tifosi rossoblù allo stadio Fadini divisi tra curva Est e la porzione ad essa adiacente dei distinti; pieni come un uovo i settori occupati dai tifosi nostrani, mentre nella dirimpettaia curva Ovest lo spettacolo è decisamente minore, in virtù delle 5-600 unità, a dir tanto, che presenziano il settore più popolare (oggi a 3 euro) dell’impianto abruzzese. 3.000 circa dunque gli spettatori in totale, equamente divisi, come detto.
Tappeto di sciarpe alzato nella Est poco prima del fischio d’inizio del signor Marelli, subito seguito dalla discesa del bandierone dei Baldi Giovani che riesce a coprire almeno metà settore; rispondono con una sciarpata e alcuni stendardi giallorossi anche Pirates, Collettivo Blasco e Brigate (completano lo scenario gli striscioni Diffidati, Ultras liberi, Old Style, Alfredo c’è, Flaco con noi, No al calcio moderno e Nessuna repressione).
Sorpresa all’entrata in campo degli ospiti che indossano le casacche della Galex, quelle della scorsa stagione, con dei “bollini? neri a coprire il logo e la scritta del marchio di Alessandro Gaucci. Poi iniziano da ambo le parti i cori a favore delle rispettive squadre, con battimani e cori spezzati di marca rossoblù che chiaramente hanno nettamente la meglio su quelli giuliesi, che però si alzano con la sporadica partecipazione della tribuna coperta. Più compassati invece i distinti, come pure appaiono svogliati i sostenitori marchigiani appollaiati in questo settore.
Apprezzabili Onda d’Urto e compagnia anche dal punto di vista prettamente estetico con bandieroni, stendardi e vessilli che fanno bella mostra di sé in maniera costante, al contrario la Ovest pecca un poco in quanto a colore, nonostante lo spicchio centrale tenti di fare un po’ d’animazione.
Il primo messaggio è giallorosso e recita “31-1-05: la vostra sentenza non fermerà la nostra fede?, in riferimento ai diffidati del gruppo Collettivo Blasco.
La partita nel primo tempo si trascina piuttosto stancamente, nonostante il buon agonismo messo in campo dalle due formazioni, azioni da rete se ne contano davvero poco ed anche il tifo delle due fazioni ne risente un po’. Prevale comunque sempre il sostegno ospite che rispetto a quello dei padroni di casa (troppe pause), consistenza numerica a parte, palesa maggiore convinzione e si mantiene su standard di costanza ed intensità sufficienti.
Nell’intervallo gli ospiti espongono un eloquente “Giulianova società vergogna?, in riferimento ai pochi tagliandi (un migliaio) inviati in riviera nonostante l’imponente richiesta della tifoseria organizzata rossoblù, solita a muoversi in maniera molto massiccia nel vicino centro abruzzese. Passano pochi minuti e all’entrata sul terreno di gioco dei 22 viene srotolato un altro striscione – “Per quest’anno non cambiare….stessa lotta non mollare!? – firmato Onda d’Urto Army. Si riattacca subito forte con i cori di incitamento alla Ballardini band chiedendo a gran voce la vittoria; a cotanto entusiasmo fa da contraltare una Ovest abulica che più che cantare sembra recitare sottovoce una sorta di nenia.
Al 15’ baby-Cigarini scoperchia la “pentola? dell’entusiasmo rivierasco andando a gonfiare la rete dietro il settore rossoblù, ma il giubilo ospite dura meno di niente perché dopo pochi istanti un colpo di testa di Di Felice ristabilisce la parità e rida fiato alla curva giuliese che finalmente si comincia a sentire con la necessaria compattezza. La miccia della partita del tifo si accende definitivamente con la rete del raddoppio giallorosso (Tangorra) che fa salire ulteriormente il volume dei cori di marca abruzzese, oltre a generare eccessiva animosità in tribuna coperta tra alcuni tifosi locali ed ospiti. Con le mani e la voce partecipa all’unisono il Fadini mentre dall’altra parte prova ad aiutare la Samb, in evidente difficoltà, la torcida nostrana, la quale peraltro mostra anch’essa di soffrire il momento di impasse. Adrenalina pura sugli spalti quando Tangorra e c. sfiorano il colpo del definitivo ko, coi rossoblù che vacillano ma non cadono.
Terzo messaggio dei sostenitori di casa nostra, il quale fa “Ciao Gigl salutm a zeita?; intanto cala l’intensità di Pirates e soci che pure si fanno sentire meglio della dirimpettaia curva Est, la quale sembra avere ormai tirato gli ormeggi in barca, ad eccezione del solito generoso gruppone al centro.
Siparietto finale – preceduto dal messaggio avvertimento “E’ colpa vostra se lo lasciate a casa nostra!? – con Onda d’Urto e c. che mostrano ai padroni di casa uno striscione datato anni Ottanta degli Ultrà Giulianova, fatto entrare dentro il settore grazie ad un ingegnoso camuffamento. Replica la curva locale con uno stendardo dei Baldi Giovani, probabilmente sottratto prima dell’inizio dell’incontro, fuori dal Fadini. Il botta-risposta genera, sul finire di gara, l’ultima appendice di sfottò. Alla Samb non bastano tre corner di fila per ritrovare il prezioso pari. Termina con gli 11 rossoblù applauditi lo stesso dai tifosi rivieraschi.

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