GROTTAMMARE – Un’atmosfera unica quella vissuta a Grottammare il giorno della Befana, dove un gruppo di volenterosi ha riportato alla vita per la gioia di residenti e turisti un posto troppo spesso dimenticato. Il paese alto ha infatti vissuto due eventi in uno: la rappresentazione del presepe vivente e la riscoperta da parte del pubblico del piccolo borgo vero gioiello del Piceno.
Ottimi sono i risultati ottenuti dal comitato organizzatore che è riuscito a caratterizzare il vecchio incasato inserendo in ogni bottega o grotta messa a disposizione i personaggi tipici dell’epoca: dal cantiniere al fabbro, dal funaio alle ricamatrici; e poi gli accampamenti romani, cavalli compresi, pecore al pascolo, oche, e quant’altro potesse ricostruire un’autentica visione dell’epoca.
“Non abbiamo improvvisato nulla” esordisce l’organizzatrice artistica Susanna Faviani, “abbiamo studiato quali potevano essere gli alimenti di cui ci si nutriva all’epoca, insieme alla ricerca sugli abiti e sulle tradizioni”. I figuranti si sono strettamente attenuti alle indicazioni che gli erano state date, come l’ordine tassativo di non parlare con gli spettatori.
Per tutto il paese fiaccole e lumi rendevano ancor più realistica l’atmosfera, che sembrava come congelata nelle scene di vita che si svolgevano all’interno delle grotte.
“Siamo più che soddisfatti per questa prima edizione” commenta il presidente del comitato Fabrizio Rosati “non ci aspettavamo così tanta gente, vuoi per altre manifestazioni in corso che per la ripresa delle partite di calcio”.
La volontà degli organizzatori era quella di ripetere domenica prossima il presepe, devolvendo il ricavato in favore dei popolazioni colpite dal maremoto nel sud est asiatico il giorno di S. Stefano. Problemi organizzativi hanno bloccato la replica ma Rosati assicura che i partecipanti contribuiranno personalmente con una raccolta di fondi pro Asia.

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