SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovedì 6 gennaio 2005, Sambenedettese-Padova saluta il nuovo anno e manda in archivio il girone di andata. Ricchissima la calza della Befana rossoblù: gli esordi al Riviera per Dominguez ed Alberti, la doppietta, alla “prima?, di Nico “Sergi? De Lucia, una vittoria che fa arrampicare gli uomini di Ballardini nientemeno che in zona play off, la lodevole iniziativa della curva Nord prodiga a raccogliere fondi a favore dei popoli del sud-est asiatico colpiti dalla tragedia del maremoto. Un solo pezzettino di carbone: il rinvio dell’esordio per il fiore all’occhiello del mercato di riparazione della Samb, Julio Cesar Leon. Poco male.
Prima della partita mi fermo con alcuni ragazzi della curva a chiacchierare e scopro che in cantiere ci sono tante altre belle iniziative di cui ben presto la città verrà a conoscenza; la prima in ordine di tempo – si spera di fare in tempo per il prossimo match casalingo contro il Foggia – riguarda l’indimenticato Massimo Cioffi Bruni. Ma non sveliamo quella che per molti potrebbe essere una sorpresa.
I 2.500 della curva – 4.500 circa il pubblico presente sugli spalti del Riviera – salgono i gradoni della stessa e prendono posto. Buon afflusso quest’oggi, complici la gara di alta classifica e la bella giornata di sole, mentre gli ospiti non onorano al meglio una classica dei campionati cadetti che furono; appena una cinquantina infatti i tifosi patavini appollaiati nella sud con al seguito qualche stendardo, un paio di bandierine e le consuete “pezze? da trasferta dei gruppi biancorossi, vale a dire AC Padova 1910, Juventude e Fronte Opposto, in aggiunta alle scritte “Muet?, “Orgoglio Passione? e “Diffidati presenti?. Prima del via delle ostilità viene esposto il messaggio “Chi muore giovane è caro agli de. Ciao Boccia?, presumibilmente in onore di un tifoso veneto prematuramente scomparso. I loro 90 minuti sono all’insegna della pressoché totale apatia inframmezzata da taluni sporadici cori per rispondere agli sfottò dei sostenitori locali.
Preambolo al “paroliere? anche per i padroni di casa che mandano in campo una piccola delegazione di tifosi intenti a srotolare la scritta all’indirizzo del neonato bebè di un esponente di spicco della Fossa Marinara: “Un altro cuore batte in questa magica curva. Benvenuto Patrizio?, con tanto di fiocco rossoblù a completare il dolce siparietto. Poi, dopo un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del maremoto e la recente scomparsa del presidente della Sangiovannese (C1/A), la Nord accende i motori e li scalda velocemente mostrando – al contrario della squadra, all’inizio impacciata e forse timorosa per l’amaro epilogo del 2004 a Martina Franca – di non aver per niente patito la sosta natalizia: dopo la scenografia in apertura di gara fatta dai bandieroni, dagli stendardi, dai vessilli e dai fumogeni multicolore, si dà il benvenuto al nuovo anno con canti corposi e costanti. “Siamo qui a cantar con il cuore…? confessa il 12° e non si fa fatica a credergli, alla luce soprattutto della reazione veemente dopo il vantaggio biancoscudato: una martellante serie di canti in cui il gol è un ossessivo leitmotiv. Dura fino alla chiusura della prima frazione di gioco.
Due messaggi precedono la ripresa – “Solidarietà per il popolo asiatico? e “Benvenuto Patrizio, cresci in fretta la Nord ti aspetta? – i quali sono vissuti in armonica simbiosi con gli 11 sul prato verde che finalmente si scrollano di dosso le paure del primo tempo e danno fondo a tutte le proprie energie per condurre in porto una vittoria che si materializza nel giro di una quindicina di minuti, anche grazie al fondamentale apporto del pubblico sambenedettese. La torcida nostrana cresce in entusiasmo e “rabbia? nello spazio di un attimo, appena la palla è nella metà campo ospite le urla diventano fragorose, le mani che fanno da sottofondo al sonoro scoppiettano all’unisono ed il “ballo di Simone? sale in cattedra, con il Riviera tutto che “canta insieme alla curva, canta insieme agli ultras?.
Giunge, oserei dire in maniera quasi naturale, il gol del pari – su rigore, il primo della stagione a favore della Samb – e la Nord ci crede come e più di prima. Le braccia tornano nuovamente protese in avanti a raccomandarsi alla “dea? della vittoria perché aiuti la Ballardini-band ed è proprio l’allenatore ravennate a darsi una mano da solo mandando in campo l’ex Guidonia (serie D) Nico De Lucia, una sorta di Michelone Sergi in versione… postuma, per via della stazza, dell’andatura dinoccolata e dell’esultanza smodata. Due in poco meno di dieci minuti. La Befana rossoblù ha i connotati di questo giovane (20 anni) ragazzotto di Roma che festeggia la doppietta “affonda-Padova? dapprima ignorando l’impossibilità – si becca infatti l’ammonizione – di togliersi la maglia e poi sbaciucchiando la stessa mandando in estasi la Nord che improvvisa un “De Lucia che fa gol la curva esulta?. Si saranno ingelositi i vari Criniti, Fanesi, Scandurra e Zerbini, tanto per rimanere nell’ordine del passato più recente?
A risultato ormai compromesso gli ospiti tolgono le “pezze? facendo presagire un’uscita anticipata (che non avviene); la dirimpettaia curva inaugura – dopo più di un tempo passato, più o meno, ad ignorarsi – una breve ma decisa parentesi di sfottò per poi riprendere l’incitamento alla propria squadra fino al 90°, chiamando prima De Lucia, sostituito, sotto il settore, mostrando l’ennesimo striscione (“Questa è la mia vita in giro per gli stadi, vinci se stai in piedi, perdi se non ci credi?), festeggiando infine la prima vittoria del 2005 con cori da pelle d’oca ed una sciarpata a tutta curva sulle note dell’immancabile “Nuttate del luna?.
Tempo tre giorni e sarà di nuovo campionato: da domani apre la caccia al tagliando per Giulianova.

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